CHIESE IN BREVE
Turchia: vescovi cattolici su beni confiscatiIl provvedimento annunciato dal premier turco Tayyip Erdogan e pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 27 agosto, sulla restituzione dei beni confiscati alle Fondazioni religiose dal governo turco dopo il 1936, non riguarda la Chiesa cattolica. La precisazione è del portavoce della Conferenza episcopale di Turchia, Rinaldo Marmara, che spiega al SIR: “Questa norma riguarda le comunità minoritarie (greca, armena, ebrea) che hanno i loro immobili registrati a nome delle Fondazioni. Queste comunità – di nazionalità turca – hanno uno statuto legale attraverso le loro Fondazioni. Non è il caso della Comunità-Chiesa cattolica latina, che è stata considerata come personalità straniera. Nella prossima riunione della Conferenza episcopale di Turchia del 26 settembre si studieranno le possibilità di un recupero degli immobili persi negli ultimi decenni”. Con la pubblicazione del decreto legge, si restituiscono tutte le proprietà alle fondazioni religiose che con vari sotterfugi l’amministrazione turca ha in passato sequestrato, dopo il censimento del 1936. Per fondazioni religiose non musulmane s’intendono quelle riconosciute dai vari trattati internazionali firmati dalla Repubblica turca dopo il 1923. Il decreto viene pubblicato a pochi giorni dalla richiesta di Bartolomeo I di restituire le proprietà alle minoranze, perché ingiustamente usurpate. Proprio per esigere il ritorno di alcune proprietà della comunità greco-ortodossa, Bartolomeo I si era rivolta a diversi forum europei. Nel commentare la decisione del governo, il patriarca ha voluto estendere il suo pensiero “non soltanto per noi cristiani ortodossi, ma per tutte le minoranze che vivono da secoli su queste terre”. Ha poi esclamato: “Meglio tardi che mai”, aggiungendo che “se la Turchia si ritiene uno Stato di diritto, tutto deve realizzarsi nel contesto della giustizia e non dell’illegalità”.Portogallo: no a tagli economici indiscriminati Il presidente della Commissione episcopale portoghese della pastorale sociale, mons. Carlos Azevedo, ha dichiarato che il nuovo governo deve andare al di là delle misure concordate con Fondo monetario internazionale, Banca centrale europea e Commissione europea al fine di ridurre il deficit pubblico: “È necessario aumentare i provvedimenti perché la recessione economica e gli errati bilanci che si stanno evidenziando in alcuni settori necessitano un risparmio ancora maggiore di quello che ci è richiesto, altrimenti non riusciremo a rispettare l’impegno preso”. Il vescovo ausiliare di Lisbona ha fatto riferimento alle misure annunciate venerdì 2 settembre dal ministro dell’Economia portoghese Vítor Gaspar, che prevedono tagli nei ministeri della Salute (800 milioni di euro), dell’Educazione (507 milioni) e della Solidarietà e sicurezza sociale (205 milioni). “Le previste riduzioni della spesa pubblica – ha detto – mostrano che tutti i portoghesi devono assumere profonda coscienza della gravità della situazione, tuttavia i tagli non devono essere fatti alla cieca o essere troppo drastici; devono mostrarsi una cura e non un assassinio, e colpire soprattutto le spese inutili, il lucro e le gestioni superflue”. “Siamo un Paese povero e abbiamo fatto finta di non esserlo: per questo si dovrà pagare un caro prezzo”, ha aggiunto mons. Azevedo. “Non bisogna sperare di poter tornare alle condizioni di prima, ma cambiare completamente lo stile di vita, per un Portogallo che sia più sereno, equilibrato e rigoroso nella gestione delle proprie risorse”. Il responsabile dell’azione pastorale della Chiesa portoghese prevede che “ci vorranno molti anni per riequilibrare i conti pubblici, ma è soprattutto necessaria una revisione dello stato sociale, in grado di creare una comunità solidale, formata da cittadini meno dipendenti da qualsiasi taglio operato nell’organizzazione burocratica dello Stato e nella spesa pubblica”. Questa tematica sarà in discussione nella Settimana sociale prevista nel 2012 a Porto, ma già nei prossimi giorni, dal 13 al 15 settembre, la Commissione presieduta da mons. Azevedo ha organizzato a Fatima il suo 27º Incontro nazionale, intitolato: “Sviluppo locale, carità globale”.Repubblica Ceca: Vaticano alla Fiera filatelicaUn’esperienza straordinaria per tutti i collezionisti di francobolli e monete sarà rappresentata dalla XIV edizione della Fiera del collezionismo, che si svolgerà dall’8 al 10 settembre a Praga. Ospite per la prima volta di un Paese dell’Europa centro-orientale, l’Ufficio filatelico e numismatico del Vaticano parteciperà all’evento, tradizionalmente il più importante incontro dei filatelici e numismatici nella regione. Secondo gli organizzatori, i francobolli e le monete con temi religiosi oppure opere d’arte delle collezioni vaticane “rappresentano una nomenclatura da collezione forte e importante”. I negoziati per ottenere una risposta positiva alla partecipazione da parte del Vaticano sono durati tre anni. All’evento farà seguito una Fiera dell’investitore: un mercato d’investimenti in oro, monete, francobolli e pietre preziose. Entrambe le fiere internazionali, patrocinate dal Ministero per l’istruzione, la gioventù e lo sport della Repubblica Ceca, ospiteranno almeno 260 espositori di 35 Paesi, il 20% in più rispetto all’anno scorso. Per ulteriori informazioni: www.sberatel.info.