Telefono e tv nel 98% delle famiglie europeeIl 98% delle famiglie dell’Unione europea ha accesso al telefono e una percentuale in “costante crescita” utilizza la telefonia mobile (nell’89% delle famiglie almeno una persona usa il telefono cellulare). Il 62% dei nuclei ha sia il telefono fisso che il cellulare mentre il 9% ha solo la linea fissa. Lo attesta un’indagine di Eurobarometro dove si evidenzia che “quattro famiglie europee su dieci comprano servizi internet, telefonici e televisivi integrati da un unico fornitore”. Secondo Eurobarometro (che ha svolto interviste in 27mila nuclei familiari) “il 65% delle persone limita l’uso del cellulare per via dei costi” e al contempo le telefonate via internet “sono sempre più popolari”. L’indagine “E-Communications Household” pone in evidenza altri nodi problematici: ad esempio “una persona su quattro ritiene che la velocità di upload e download di internet non rispetti le condizioni del contratto che hanno sottoscritto”. A questo riguardo Neelie Kroes, commissaria per l’Agenda digitale, afferma: “I consumatori ci stanno facendo capire che sono preoccupati perché non ottengono la velocità di internet e la qualità dei servizi loro promessi. Le autorità nazionali devono adottare provvedimenti adeguati per garantire che gli operatori rispettino le nuove regole dell’Ue”, adottate nel maggio 2011, che impongono la massima trasparenza in materia di velocità di connessione e qualità del servizio. Dall’indagine di Eurobarometro emerge poi che un intervistato su tre dichiara di aver subito interruzioni della connessione, mentre una maggioranza di cittadini è preoccupata per riservatezza dei dati. Fra gli elementi posti in risalto dall’istituto demoscopico appare che “il 98% dei nuclei familiari Ue ha un televisore”. Si tratta “perlopiù di Tv via cavo (35%) e digitale terrestre (30%)”.Recessione: la Commissione fa il punto su EurolandiaLa crisi economica permane, ma le misure adottate dall’Ue sulla governance e il cosiddetto “semestre europeo” stanno dando dei risultati. La Commissione europea ha pubblicato il 13 luglio il Rapporto trimestrale sulla zona euro, nel quale si valutano i risultati che l’Unione e gli Stati dell’area della moneta unica hanno raggiunto per la stabilità dei conti pubblici e la crescita economica. Particolare attenzione viene ovviamente indirizzata su Grecia, Portogallo e Irlanda, Paesi per i quali sono in atto azioni di sostegno a livello comunitario e internazionale (Fmi), riferite in particolare al debito pubblico. “Tutti e tre gli Stati – vi si legge – hanno assunto misure importanti per consolidare il budget e hanno avviato riforme” definite “strutturali”. I programmi irlandesi sono “in fase avanzata”, quelli portoghesi vengono definiti “embrionali”, mentre “in Grecia la situazione è più complessa, per cui i programmi” per il contenimento delle spese e per la crescita “devono essere rafforzati”. Il documento di valutazione periodica sostiene che Eurolandia uscirà “a poco a poco dalla recessione”, ma la crescita potrebbe avere prossimi rallentamenti in ragione dell’aumento del petrolio (collegato alle sollevazioni popolari in nord Africa e medio Oriente). Inoltre, la crescita appare “ineguale tra gli Stati membri”.Antiterrorismo: controlli su transazioni finanziarieSviluppare un sistema europeo di controllo sulle transazioni finanziarie in chiave di prevenzione del terrorismo e di protezione dei cittadini europei: questo è l’obiettivo del Terrorist Finance Tracking System (Tfts) che la Commissione Ue sta elaborando su mandato dell’Europarlamento e del Consiglio Ue. La “comunicazione” presentata il 13 luglio dall’Esecutivo mira dunque a indirizzare un dibattito interistituzionale. La commissaria per gli affari interni, Cecilia Malmström, afferma: “In seguito alla conclusione dell’accordo del 2010 relativo al controllo sulle transazioni finanziarie tra Ue e Stati Uniti”, la comunicazione odierna “descrive le varie opzioni e mira a lanciare un dibattito su possibili proposte future. Dal momento che queste dovranno rispettare a pieno i diritti fondamentali e in particolare assicurare un alto livello di protezione dei dati, intendo accordare particolare attenzione alla necessità e alla proporzionalità di qualsiasi misura che possa essere proposta”. Un Tfts europeo “dovrebbe avere due obiettivi principali – afferma la commissaria svedese -: in primo luogo, contribuire a limitare la quantità di dati personali trasferiti agli Stati Uniti. In secondo luogo, contribuire in maniera significativa a impedire ai terroristi di avere accesso a finanziamenti e materiali, nonché a monitorarne le transazioni”. La Commissione “discuterà nel dettaglio tali opzioni con il Consiglio e con il Parlamento europeo prima di prendere decisioni relative a ulteriori passaggi”.