L’Ue in breve

Sicurezza stradale, prevenzione e nuova direttivaCalano gli incidenti stradali mortali nell’Unione europea, “ma ancora molto resta da fare” per la sicurezza degli automobilisti, dei ciclisti e dei pedoni. La Commissione ha reso noti all’inizio della settimana i dati del 2010 e quelli del decennio 2001-2010, periodo nel quale a livello nazionale e comunitario sono state avviate diverse iniziative per la sicurezza (normative stradali, sicurezza dei veicoli, campagne di informazione e di sensibilizzazione). Occorre ricordare che proprio un anno fa, nel luglio 2010, la Commissione aveva lanciato un piano per la sicurezza stradale, fondato su sette obiettivi prioritari, da raggiungere mediante iniziative concordate e realizzate da Ue e Stati membri. I sette obiettivi erano: maggiori misure di sicurezza per i mezzi pesanti e le automobili; strade più sicure; messa a punto di “veicoli intelligenti”; rafforzamento della formazione e del sistema di rilascio delle patenti; maggiore controllo dell’attuazione delle norme; azioni mirate per i feriti; maggiore attenzione ai motociclisti. Dalle cifre proposte dall’Esecutivo, emerge che lo scorso anno gli incidenti che hanno condotto al decesso di una o più persone sono diminuiti dell’11% rispetto al 2009. Nell’arco di dieci anni la diminuzione è stata del 43%. Nel complesso i morti sulla strada sono passati da 112 per milione di abitanti a 62 per milione di abitanti. Tra le principali cause di tali incidenti figurano ancora l’alta velocità, il mancato rispetto di stop e semafori, il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza, la guida in stato di ebbrezza. I dati variano però sensibilmente da un Paese all’altro: si va da oltre 100 morti per milione di abitanti in Romania, Polonia, Grecia e Bulgaria, a dati attorno a 30 morti per milione di abitanti in Svezia, Regno Unito, Paesi Bassi e Malta. Sul versante della sicurezza stradale si inserisce anche il voto con il quale l’Europarlamento ha dato il via libera, nella plenaria del 4-7 luglio, a una direttiva che facilita la cooperazione transfrontaliera delle forze di polizia e dunque lo scambio di informazioni per contrastare l’impunità per chi commette reati stando al volante. L’obiettivo della direttiva – ha spiegato la relatrice, Inés Ayala Sender – è di “migliorare la sicurezza stradale, così da ridurre anzitutto il numero di vittime sulle nostre strade e assicurare l’uguaglianza davanti alla legge per tutti i trasgressori, compresi quelli residenti in un altro Paese dell’Unione”. Secondo il testo (deve però avere il voto unanime del Consiglio dell’Unione) gli Stati membri si impegnano a fornire alle autorità del Paese in cui l’infrazione è stata rilevata le coordinate del conducente o del proprietario del veicolo incriminato, “in modo che possano avviare i procedimenti giudiziari”. Alimenti: etichette più chiare per tutelare i consumatori”Le nuove norme prevedono maggiori e migliori informazioni per i consumatori, in modo che possano operare scelte consapevoli al momento dell’acquisto”: Renate Sommer, eurodeputata tedesca, è la relatrice del provvedimento votato il 6 luglio ad ampia maggioranza dal Parlamento Ue che prevede nuove norme per l’etichettature dei cibi. “Il contenuto energetico, così come la percentuale di grassi, grassi saturi, carboidrati, zuccheri, proteine e sale dovrà essere chiaramente visibile sugli imballaggi alimentari” una volta entrata in vigore la direttiva, concordata fra Parlamento e Consiglio. John Dalli, Commissario responsabile per la salute e i consumatori, ha commentato il voto: “Esso rappresenta un importante passo avanti nei nostri sforzi volti a emancipare maggiormente i consumatori e a contribuire alla lotta contro i crescenti livelli di obesità e di malattie croniche nell’Ue”. La normativa prevede fra l’altro l’obbligo di rispettare una dimensione minima dei caratteri con cui sono scritte le informazioni, “informazioni obbligatorie sul valore nutritivo per aiutare i consumatori a identificare gli alimenti che meglio rispondono alle loro preferenze personali o alle loro esigenze dietetiche”, informazioni obbligatorie sugli allergeni, indicazione del Paese d’origine per le carni suine, ovine, caprine e di pollame. Ma Dalli ha sollevato anche precise obiezioni. “La decisione adottata è frutto di un compromesso” tra Parlamento e Consiglio Ue. “Esprimo pertanto il mio rincrescimento constatando che in certi ambiti importanti il regolamento non comprende aspetti che avremmo voluto inserirvi”. Ad esempio, “la proposta iniziale della Commissione in tema di etichettatura nutrizionale sulla parte anteriore delle confezioni non è stata accolta. Le regole in merito all’inclusione volontaria di informazioni nutrizionali sulla parte anteriore della confezione rappresentano tuttavia un passo nella direzione giusta”. “Sono inoltre dispiaciuto – ha affermato il commissario maltese – nel constatare che in questa fase le bevande alcoliche sono state esonerate dalle prescrizioni in tema di etichettatura degli ingredienti e dei valori nutritivi”.