REPUBBLICA CECA

Parlano i fatti

Beni immobili: la verità sul dialogo tra Chiese e Stato

Il disegno di legge sulla conciliazione in materia di proprietà dei beni immobili tra le Chiese e lo Stato, che ha provocato un acceso dibattito sulla scena politica ceca, è recentemente arrivato alla terza lettura in Parlamento. Danka Jaceckova, per Sir Europa (Bratislava), ha intervistato la portavoce della Conferenza episcopale ceca, Monika Vývodová.Quali sono i fatti fondamentali per quanto riguarda la conciliazione in materia di proprietà dei beni immobili tra le Chiese e lo Stato nella Repubblica Ceca?”Complessivamente, l’importo da restituire è stato calcolato nel 2007 in 134 miliardi di corone (5,36 miliardi di euro). Soltanto i beni immobili attualmente in possesso dello Stato dovrebbero essere oggetto di questo processo, non quelli attualmente in possesso delle regioni, dei comuni, di persone fisiche o giuridiche. Stiamo parlando di beni immobili gestiti dall’erario della Repubblica ceca. L’importo totale sarà diviso in due parti. Settantacinque miliardi di corone saranno restituiti sotto forma di beni immobili e 59 miliardi di corone saranno versati alle Chiese e alle associazioni religiose sotto forma di liquidità finanziaria. Naturalmente, l’importo non sarà pagato in un’unica soluzione, ma sarà versato a rate, spalmato su un periodo di 30 anni, considerando il tasso d’inflazione”.Quale ruolo dovrebbe svolgere questa conciliazione nel quadro di una graduale separazione in ambito finanziario fra le Chiese e lo Stato?”Se il disegno di legge sulle restituzioni a beneficio delle Chiese verrà approvato, il contributo dello Stato per il funzionamento delle Chiese continuerà per i prossimi 17 anni. Durante i primi tre anni rimarrà bloccato sul livello del 2011, dopo tale periodo è prevista una progressiva diminuzione del 5% annuo, fino a raggiungere una completa separazione”.Chi ha redatto la legge sulla conciliazione in materia di proprietà dei beni immobili e qual è il suo livello di supporto sulla scena politica ceca?”I rappresentanti della coalizione di governo insieme a 17 fra Chiese e associazioni religiose membri del Consiglio ecumenico delle Chiese e della Federazione delle Comunità ebraiche nella Repubblica Ceca hanno raggiunto un accordo sul testo del disegno di legge. L’opposizione, invece – in particolare socialdemocratici e comunisti – è contraria alla proposta”.Quali sono i “miti” più frequenti che si sono diffusi su questo disegno di legge? Cosa fa la Chiesa cattolica per spiegare la situazione in modo corretto?”I miti più frequenti riguardano le voci secondo cui la Chiesa non ha mai posseduto beni immobili, che l’ammontare calcolato per la restituzione è stato gonfiato e altre simili demagogie. Naturalmente, cerchiamo di rispondere a tali inesattezze e di spiegare le cose in modo corretto. Sul nostro sito web si possono trovare tutti i dati disponibili connessi alla conciliazione in materia di proprietà dei beni immobili; abbiamo creato una sezione speciale intitolata: ‘Fatti e miti associati con la conciliazione in materia di proprietà dei beni immobili’ in cui rispondiamo a ciascuno di questi ‘miti’ presentati in particolare dai media”.Cosa pensa la Conferenza episcopale del fatto che il disegno di legge sia arrivato alla terza lettura in Parlamento venerdì scorso?”Naturalmente, abbiamo impressioni molto positive al riguardo. Ci sono ancora diversi passaggi da effettuare, però. Il disegno di legge è alla terza lettura. Successivamente, la proposta sarà sottoposta all’approvazione del Senato, dove i socialdemocratici hanno la maggioranza, quindi ci aspettiamo che il disegno di legge torni al Parlamento per la discussione. Se il Parlamento lo approva di nuovo, nonostante questa ostruzione, dovrà ancora ricevere la firma del presidente della Repubblica”.