TURCHIA
Le richieste della Chiesa cattolica alla Grande Assemblea
Una riunione che “trascorsa in un clima sereno, lascia ben sperare… Con pazienza, dai colloqui intercorsi fra le due parti, si intravedono possibilità di raggiungere buone intese”. Commentava così la Conferenza episcopale turca (Cet) la sua audizione, il 16 aprile scorso, alla “Grande Assemblea nazionale di Turchia”, nella quale aveva esposto “i suoi problemi e le sue richieste da inserire nella nuova Costituzione”. Come è noto, “la richiesta principale della Chiesa cattolica Latina è il suo riconoscimento giuridico come Chiesa in Turchia”. “I rappresentanti del Governo riportava inoltre la nota della Cet – hanno comunque sottolineato che tale richiesta non dipende dalla nuova Costituzione, ma può essere accolta con una legge particolare”. La delegazione cattolica era composta, tra gli altri, da mons. Ruggero Franceschini, presidente Cet, mons. Louis Pelâtre, vicario apostolico di Istanbul e dal portavoce della Cet, Rinaldo Marmara. Il numero di giugno-luglio di “Presence”, rivista della chiesa turca, riporta ampi passaggi del documento “storico” con le richieste della Cet all’Assemblea. Sir Europa lo ripropone.Lieti di poter parlare… “Siamo lieti di poter parlare della storia e delle vicende della Chiesa cattolica latina in Turchia, in questo importante incontro, che ci fa sperare in una positiva risoluzione dei problemi che ci riguardano. Siamo riconoscenti a quanti hanno lavorato perché questo incontro avvenisse, in modo particolare vogliamo ringraziare il Primo Ministro Tayyip Erdogan e l’ambasciatore turco presso la Santa Sede, Kenan Gursoy, per il loro determinante interessamento (…). Ogni cinque anni, i vescovi della Chiesa cattolica rendono visita al vescovo di Roma (Papa) per informarlo sul loro Vicariato (Diocesi) e parlare dei loro problemi. In queste occasioni i rapporti e i discorsi tra il Papa e il Presidente della Conferenza episcopale sono documenti importanti che ci informano sulla Chiesa di ogni Paese. Fino ad oggi la Cet ha fatto 4 visite ad limina apostolorum: nel 1989, 1994, 2001 e 2009. In queste 4 visite è stata precisata la mancanza di personalità giuridica della Chiesa cattolica latina. Giovanni Paolo II. Durante la visita del 1994, Giovanni Paolo II nel suo intervento alla Conferenza episcopale di Turchia ha chiesto con insistenza il riconoscimento giuridico della Chiesa cattolica latina in Turchia. Mercoledì 7 settembre 1994 la Cet fu ricevuta da Feyz Cem Cetin dell’Ambasciata turca presso la Santa Sede. Cetin, al corrente delle conversazioni tra il Papa e i membri della Cet, si mostrò soddisfatto del contenuto di queste dichiarazioni ma domandò chiarimenti sulla richiesta del Papa riguardo il riconoscimento giuridico. ‘Il nostro approccio – disse Cetin – è di non avvantaggiare una comunità riguardo alle altre dandole uno statuto differente”. Mons. Pelâtre rispose in questi termini: ‘non vogliamo vantaggi particolari ma chiediamo soltanto di essere riconosciuti legalmente. Come è precisato godiamo di una libertà di culto completa, all’interno della Chiesa, ma pensiamo che il possesso delle proprietà e la possibilità finanziaria di ripararle non possono essere separate da questa libertà di culto, e siano necessarie per poterla esercitare concretamente’.50 anni di relazioni. Nel 2010 abbiamo festeggiato il 50° anniversario delle relazioni diplomatiche tra la Santa Sede e la Turchia, La Chiesa cattolica latina non è separabile dallo Stato del Vaticano: pertanto chiediamo il riconoscimento giuridico della Chiesa cattolica latina. Questo riconoscimento giuridico risolverà definitivamente il problema delle proprietà della Chiesa in Turchia. Anche se le proprietà della Chiesa cattolica latina ‘non figurano nella Dichiarazione del 1936, queste sono iscritte nel Trattato del 18 dicembre 1913 tra il Sadrazam (ministro degli Esteri) dell’Impero Ottomano Said Halim Pasa e l’Ambasciatore francese Maurice Bompard che rappresentava la Chiesa in Turchia. Speriamo che l’articolo provvisorio n. 17 alla legge 5737 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 27 Agosto 2011, n. 28038, trovi una soluzione per le proprietà della Chiesa cattolica latina perse dopo l’avvento della Repubblica.Le richieste. Terminiamo presentandovi le nostre richieste: il riconoscimento della personalità giuridica della Chiesa cattolica latina; la restituzione delle proprietà che sono state registrate sia al Tesoro sia alla Direzione generale delle Fondazioni dopo l’avvento della Repubblica, e la registrazione di queste proprietà sotto la nuova denominazione di ‘personalità giuridica’. La possibilità di registrare le proprietà in attività che datano dall’epoca dell’Impero Ottomano e sono registrate nella lista del 1913, sotto la nuova denominazione di ‘personalità giuridica’. Non aprire nuovi processi per confiscare le proprietà della Chiesa Cattolica Latina, nell’attesa di una nuova legge. Un risarcimento concordato per i 200, e più, immobili confiscati dallo Stato, e che figurano nella lista del 1913. Vogliamo terminare augurandoci che questo incontro sia benedetto da Dio e serva per far progredire l’amicizia e la collaborazione con lo Stato Turco, con il quale, e per il quale lavoriamo con gioia ed entusiasmo, da tantissimo tempo”. Il testo reca la firma di mons. Franceschini e del portavoce Cet, Rinaldo Marmara.