Bambini scomparsi: numero verde europeoUn numero verde per assistere le famiglie dei bambini scomparsi: l’iniziativa promossa dalla Commissione europea per il momento coinvolge 17 Stati membri. “Se siete un genitore di un bambino scomparso tutto quello che dovete fare è comporre il 116 000, ed è possibile connettersi a una organizzazione con esperienza in grado di fornire assistenza e supporto pratico, psicologico, giuridico e amministrativo”, ha sottolineato Neelie Kroes, vice presidente della Commissione europea responsabile per l’agenda digitale, nel corso di un convegno svoltosi a Bruxelles in collaborazione con Missing Children. Si tratta di un progetto lanciato cinque anni fa e attivo da circa un anno, al quale però non tutti i Paesi comunitari hanno ancora aderito. Sono, infatti, 10 gli Stati membri che mancano all’appello e non hanno reso operativo il numero. Tale servizio sembra rispondere a un’esigenza fortemente sentita dagli europei, poiché il 91% di essi si sono espressi mediante un sondaggio – in favore dell’iniziativa. “Purtroppo il sostegno schiacciante non si traduce in consapevolezza e continua la commissaria – anche dove il numero è operativo, solo una persona su cinque ritiene di avere ricevuto informazioni sufficienti ed è quindi evidente che gli Stati membri hanno bisogno di un’azione più incisiva che rafforzi questa consapevolezza”. Nel corso dell’ultimo anno sono stati compiuti importanti passi in avanti, ma la strada è ancora in salita. “Sono orgogliosa di constatare l’impegno profuso dalla Commissione per rafforzare la tutela dei bambini, garantendo ad esempio un accesso a un internet più sicuro e con maggiori garanzie”, ha concluso Neelie Kroes. La Giornata europea per i bambini scomparsi si celebra ogni anno il 25 maggio.Parlamento Ue, tutelare le vittime di stalkingLe vittime di stalking, molestie o rapimento avranno diritto a ottenere protezione in qualsiasi Stato membro dei 27 dell’Unione attraverso la compilazione di un certificato standard e multilingue. Questo quanto approvato nei giorni scorsi nella bozza di legislazione dalle commissioni Affari legali e Diritti delle donne del Parlamento europeo. Si tratta di una legge comunitaria che eliminerebbe tutte le formalità attualmente necessarie per garantire il riconoscimento e l’attuazione delle misure di protezione civile per le persone sotto minaccia che attraversano le frontiere interne. I deputati hanno modificato la proposta per assicurare che le regole di Epo siano in grado di coprire tutti i casi di pericolo per l’integrità fisica e morale delle persone, comprese le minacce alla dignità, sicurezza e libertà personale. Altra proposta, sostenuta dagli eurodeputati, è stata quella di poter ottenere anche online il certificato multilingue e che il costo della procedura di riconoscimento venga revocata per le vittime. Il voto delle commissioni parlamentari attribuisce ai relatori, Antonio Lopez-Isturiz White e Antonyia Parvanova, il ruolo di mediatori nel negoziato con i governi affinché sia possibile arrivare a un accordo che possa essere approvato in prima lettura nella plenaria del Parlamento europeo.Indagine di Eurobarometro su tabacco e fumo Il 28% dei cittadini dell’Unione europea fuma regolarmente; il 70% dei fumatori e degli ex fumatori si è abituato a fumare prima dei 18 anni. Un’indagine di Eurobarometro resa nota in occasione della Giornata mondiale senza tabacco (31 maggio) segnala numerosi dati e curiosità sul vizio del fumo, che a tutt’oggi rappresenta “il maggiore fattore monocausale di decessi evitabili nell’Ue”; a sigari, sigarette e pipe sono infatti “ascrivibili annualmente circa 700mila decessi prematuri” fra la popolazione Ue. Dall’indagine si evidenzia che “il numero di sigarette fumate quotidianamente” nei 27 Stati comunitari “è pari a 14,2; il che rappresenta un lieve calo rispetto all’indagine precedente del 2009 (14,4 sigarette/giorno)”. Metà della popolazione europea non ha mai fumato; “il 61% dei fumatori attuali ha già tentato di smettere di fumare”, senza successo; “sebbene si sia registrata una contrazione del 17% nella proporzione di persone esposte al fumo di tabacco nei ristoranti e nei bar, il 14% dei cittadini Ue ha segnalato ancora di essere stato esposto al fumo nei ristoranti e il 28% nei caffè e bar negli ultimi 6 mesi”. Inoltre il 73% dei cittadini intervistati da Eurobarometro “è a favore dell’introduzione di elementi di sicurezza per ridurre il traffico illecito di sigarette, anche se ciò finirà per rendere più costose le sigarette”. Eurobarometro aggiunge: “Il 33% dei fumatori e degli ex fumatori nell’Ue afferma che gli avvertimenti sanitari sulle confezioni del tabacco hanno avuto un impatto sui loro atteggiamenti e comportamenti nei confronti del fumo”. Infine, il 60% dei cittadini “è a favore di misure che rendano il tabacco meno visibile e attraente, come ad esempio il fatto di tenere i prodotti del tabacco lontano dalla vista nei negozi”.