UE-ECONOMIA
Le ”raccomandazioni” della Commissione agli Stati aderenti
“Non esiste una bacchetta magica e la soluzione ai problemi richiede tempo e determinazione”. Eppure la Commissione “ritiene che l’Europa può superare la crisi attuale; occorre avviare con decisione un processo per una maggiore integrazione economica e finanziaria e allo stesso tempo difendere l’euro, che finora ha portato benefici e altri ne può portare in futuro”. José Manuel Barroso, presidente dell’Esecutivo, ha presentato il 30 maggio le “raccomandazioni” ai 27 Stati membri – e un testo complessivo per l’area euro al fine di contenere i deficit di bilancio, realizzare riforme in senso competitivo e per creare occupazione, ridando slancio alla crescita.Un problema fra tanti. Le 1.500 pagine definite dalla Commissione sono passate quasi inosservate. Anzitutto perché si tratta di “proposte” che dovranno passare al vaglio del Consiglio europeo del 28 e 29 giugno per poi essere definitivamente varate a luglio. In secondo luogo le attenzioni dell’Ue sono concentrate in questi giorni in altre direzioni. Per il 31 maggio era fissato il referendum in Irlanda sul Fiscal compact; la Spagna è in piena crisi bancaria; tra pochi giorni i greci torneranno alle urne per le elezioni legislative dalle quali dipende, in sostanza, la permanenza o meno del Paese in Eurolandia, con dirette conseguenze per la moneta unica. Nonostante ciò la Commissione resta convinta che i problemi dell’Europa non si giochino nel breve periodo. Una crisi che viene da lontano e che ha colpito nel profondo l’Ue27 necessita di interventi profondi, di riforme strutturali, di significativi cambi di rotta.Questione di fiducia. “La situazione dei deficit nazionali sta migliorando, ma molto resta da fare”, ha quindi affermato Barroso, fornendo soprattutto una “chiave interpretativa politica” ai documenti presentati a Bruxelles, che comprendono, oltre le raccomandazioni, una serie di indicazioni riguardanti i 12 Paesi con maggiori squilibri macroeconomici e altri in relazione a procedure per deficit eccessivo, dalle quali saranno dispensate Germania, Bulgaria e Ungheria che hanno adottato le contromosse indicate dalla stessa Ue. “Dobbiamo soprattutto creare la fiducia” nei mercati, nei cittadini, in sede internazionale, “affinché la crescita possa concretizzarsi”, ha predicato il capo dell’Esecutivo. “Abbiamo analizzato in modo approfondito la situazione dei Paesi aderenti e ora proponiamo una cura concreta per la crescita, la competitività e l’occupazione. Ci sono delle raccomandazioni per tutti i singoli Paesi, ma esse fanno parte di una visione e di un approccio comuni” per superare la crisi. Tre richieste agli Stati. “Gli Stati hanno preso sul serio le raccomandazioni dello scorso anno e i risultati si cominciano a vedere, ma il percorso è lungo”. Barroso sostiene in particolare azioni per il completamento del mercato unico, per i servizi, il digitale, la ricerca, la presenza delle imprese e dei prodotti Ue sui mercati internazionali. Invoca investimenti per infrastrutture e formazione, “così da contrastare la disoccupazione giovanile, che ha raggiunto livello drammatici e insostenibili”. In questa direzione si muovono le specifiche raccomandazioni per Berlino come per Parigi, per Stoccolma, Roma, La Valletta o Riga, che comprendono, fra l’altro, controllo dei deficit, fondi per ricerca e formazione, lotta all’evasione fiscale, spese pubbliche più accorte, liberalizzazioni, opportunità occupazionali per i giovani e le donne. Il presidente della Commissione ha poi rivolto tre richieste al Consiglio dei capi di Stato e di governo che si riunirà tra meno di un mese: “Anzitutto chiediamo un pieno avallo a queste raccomandazioni. Inoltre occorre l’accordo per una iniziativa volta alla crescita”, che comprenda project bond, una maggiore capacità di credito della Bei” (Banca europei degli investimenti) “e una ottimizzazione dei fondi strutturali”. “Infine bisogna che si accetti un dato: il bilancio Ue deve crescere per investire maggiormente a favore di progetti specifici per lo sviluppo economico e l’occupazione”.Liberare il potenziale di crescita. Il Collegio dei Commissari ritiene che dalle raccomandazioni specifiche per Paese “emergano diverse indicazioni fondamentali”. Per quanto riguarda le finanze pubbliche, “nel complesso gli Stati membri stanno adottando le misure necessarie al ripristino della sostenibilità, ma in diversi casi il risanamento dovrebbe essere più favorevole alla crescita”. La disoccupazione, “in particolare fra i giovani, è un problema grave e, anche se non esiste una soluzione rapida, occorre intervenire subito per aumentare la produttività e conciliare meglio le competenze e la formazione con le esigenze del mercato del lavoro”. La squadra di Barroso afferma che “molti Stati membri hanno intrapreso profonde riforme strutturali”; occorre tuttavia “un’azione nettamente più estesa in tutta l’Unione per liberare il nostro potenziale di crescita, creare opportunità di sviluppo dell’attività imprenditoriale e sfruttare il potenziale di occupazione dei servizi, dell’energia e dell’economia digitale”.