Commissione: quale futuro per l’industria Ue?”Quali sono oggi le principali priorità strategiche per l’industria europea? In che modo le imprese possono rispondere alle sfide attuali? Cosa possono fare i decisori politici per affrontare tali questioni a livello di Ue, di Stato membro, locale o regionale?”. Sono alcune tra le domande contenute nella consultazione pubblica sul futuro dell’industria in Europa, che la Commissione ha lanciato per “dare nuovo impulso al potenziale di crescita” del sistema manifatturiero comunitario anche in ragione della situazione emersa con la crisi internazionale. La consultazione, che proseguirà fino al 7 agosto mediante il sito della Commissione (www.ec.europa.eu), è “destinata a fornire un input per il riesame intermedio, previsto per il settembre 2012”, della strategia sulla politica industriale. L’iniziativa è stata presentata il 29 maggio durante una conferenza a Bruxelles sul tema “Obiettivo crescita. L’Europa alla testa della nuova rivoluzione industriale”. Mercato unico e protezione dei consumatori”Le pratiche commerciali illegali continuano ad esistere” (pubblicità fuorvianti, offerte ingannevoli o fraudolente); il commercio on line cresce “ma resta sostanzialmente legato ai mercati nazionali”; pochi cittadini conoscono i propri diritti e le tutele legali offerte ai consumatori. Sono alcuni dei risultati che emergono dalla edizione di primavera del “Quadro di valutazione dei mercati dei beni di consumo” reso noto dalla Commissione Ue, che peraltro registra “miglioramenti in diversi Paesi dell’Unione”. Il rapporto afferma infatti che “i consumatori fruiscono di condizioni migliori in Lussemburgo, Regno Unito, Danimarca, Austria, Irlanda, Finlandia, Paesi Bassi, Belgio, Germania, Francia e Svezia”, tutti Stati che si situano al di sopra della media comunitaria. Il Quadro tiene conto di differenti elementi di valutazione, fra i quali la qualità della normativa che protegge cittadini e imprese, l’efficacia della risoluzione delle controversie, la fiducia espressa dai consumatori nelle autorità oppure nei dettaglianti, nei pubblicitari. La Commissione ha inoltre stilato l’Agenda del consumatore, la quale “intende creare un clima di fiducia rafforzando la sicurezza dei consumatori, facendo opera di informazione, intensificando le misure repressive e assicurando meccanismi di riparazione”. L’agenda sostiene gli interessi dei consumatori in determinati settori essenziali quali gli alimenti, l’energia, i prodotti finanziari, i trasporti e il digitale.Giovani e cittadinanza europea: seminario a LondraRafforzare il senso di cittadinanza europea tra gli under 30 del vecchio continente; favorire la conoscenza del processo di integrazione comunitaria; costruire le base per una maggiore partecipazione democratica. Sono alcuni degli obiettivi del seminario che Consiglio d’Europa e British Council organizzato a Londra per il 27 e 28 giugno (per informazioni www.salto-youth.net). L’evento è proposto ai giovani dei 47 Paesi aderenti al Consiglio d’Europa “in preparazione dell’Anno europeo dei cittadini” fissato per il 2013. La due-giorni si rivolge a giovani impegnati nell’associazionismo, nel volontariato, in attività a carattere sociale o politico, così pure a educatori, insegnanti e ai responsabili delle politiche giovanili nazionali. Saranno presentate iniziative nel settore della democrazia giovanile provenienti da diversi Paesi, nonché progetti locali o regionali e opportunità internazionali. Sono attesi in particolare affermano i promotori – giovani da Paesi come Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Georgia, Moldavia e Ucraina. Ombudsman: rapporto annuale del “difensore civico””Oltre ad aiutare migliaia di cittadini a trovare soluzioni ai loro problemi individuali” nei confronti delle istituzioni Ue, l’ufficio del Mediatore europeo contribuisce a rendere tali istituzioni “più attente e reattive alle richieste dei cittadini”. Nikiforos Diamandouros, Mediatore europeo (incarico che si definisce Ombudsman o anche “difensore civico” a seconda delle lingue), ha reso noto nei giorni scorsi il rapporto sulle attività del suo ufficio per il 2011. Diamandouros, giurista greco, rivela che lo scorso anno 22 mila cittadini, imprese, ong, associazioni si sono rivolte all’Ombudsman con richieste di chiarimenti o informazioni soprattutto sul tema della trasparenza degli atti e delle decisioni; il Mediatore ha ricevuto inoltre 2.510 reclami contro le istituzioni comunitarie e ha aperto di conseguenza 396 inchieste relative proprio alla trasparenza delle istituzioni, alla disponibilità di documenti, ai rapporti economici con fornitori dell’Ue, a casi di presunta discriminazione. I reclami riguardano in primo luogo la Commissione, seguita dalle agenzie Ue, dall’Ufficio per la selezione del personale e dall’Europarlamento. Il maggior numero di reclami giunge dalla Spagna (361), che ha superato la Germania (308), la Polonia e il Belgio. “Nel 66% dei casi di inchieste conclusesi nel 2011 il Mediatore è riuscito a raggiungere risultati positivi”, rispondendo favorevolmente alle richieste dei cittadini.