CHIESE IN BREVE

Irlanda, Slovacchia, Germania, Spagna

Irlanda: circa 12 mila chiamate a call center contro pedofiliaCirca 12 mila chiamate nel 2011 al “Helpline support service”, il servizio di consulenza telefonica e di terapia psicologica che la Chiesa cattolica in Irlanda ha avviato lo scorso anno a febbraio per le persone che hanno subito da piccoli abusi fisici, psicologici e sessuali da parte di personale religioso. Ad aggiornare i vescovi sul lavoro svolto dall’organizzazione “Towards Healing”, durante l’ultima assemblea plenaria che si è conclusa il 30 maggio a Maynooth, sono stati il presidente John Morgan e il direttore esecutivo Ian Elliott del servizio. Sono state 28 mila le sessioni di consulenza svolte e 1.300 le vittime di abusi che in un anno si sono rivolte al servizio. Nel comunicato i vescovi scrivono: l’organizzazione “Towards Healing” “riflette l’impegno della Chiesa cattolica in Irlanda di venire incontro alle esigenze di consulenza e di supporto espresse dalle vittime”. Al servizio “Towards Healing” si può accedere tramite il sito web (www.towardshealing.ie) o telefonando ai numeri Verdi 1800-303416 (per la Repubblica di Irlanda) e 0800-0963315 (per l’Irlanda del Nord). Il servizio è disponibile a prescindere dalla residenza attuale del sopravvissuto ed è gratuito. Ad offrire consulenza sono stati, nel 2011, 700 terapeuti e il servizio ha avuto un budget di 2 milioni di euro finanziati dalla Conferenza episcopale irlandese, la Conferenza dei religiosi in Irlanda e la Irish Missionary Union.Slovacchia: vescovi incontrano il primo ministroLo sviluppo attuale della società, le proposte per il consolidamento delle finanze pubbliche e l’eventuale riduzione del numero delle festività pubbliche: sono alcuni dei temi discussi durante il meeting del 29 maggio tra il primo ministro della Slovacchia, Robert Fico, e la delegazione della Conferenza episcopale slovacca, guidata dal presidente mons. Stanislav Zvolensky. Il premier ha informato i rappresentanti della Chiesa cattolica circa la proposta avanzata da alcuni datori di lavoro di ridurre il numero attuale di festività pubbliche in Slovacchia. I prelati si sono dichiarati contrari sottolineando l’importanza che tali festività rivestono per la vita della società. “Noi le vediamo come radici spirituali necessarie all’esistenza stessa della società, come una grande opportunità di motivare la gente che durante i giorni di riposo può recuperare energia spirituale e affrontare così le difficoltà della vita quotidiana”, ha spiegato mons. Zvolensky. Secondo Robert Fico, il governo sta esaminando la relazione tra una legge statale e l’Accordo di base tra la Slovacchia e la Santa Sede in base al quale alcune festività cattoliche erano state dichiarate festività pubbliche ufficiali. Tuttavia, la decisione di abolizione deve ancora essere presa. Durante l’incontro si è inoltre parlato di questioni relative al finanziamento della Chiesa. L’ultima proposta a riguardo era stata avanzata dall’ex ministro della cultura, Daniel Krajcer, il quale aveva suggerito di finanziare le Chiese e le organizzazioni religiose mediante il modello della redistribuzione delle imposte, una proposta considerata però inaccettabile dai rappresentanti della Chiesa cattolica.Germania: Dbk, una nuova cultura della famigliaImpegnarsi per una nuova cultura della famiglia: è l’esortazione di mons. Franz Peter Tebartz-van Elst, presidente della Commissione per il matrimonio e la famiglia della Conferenza episcopale tedesca (Dbk), a Milano per l’Incontro mondiale delle famiglie. Il vescovo di Limburgo, alla manifestazione insieme all’ausiliario di Colonia mons. Heiner Koch e a quello di Fulda mons. Karlheinz Diez, ha auspicato un rafforzamento delle condizioni economiche che favoriscono la vita della famiglia: “Laddove la famiglia è sottoposta alle leggi dell’economizzazione che si stanno sempre più diffondendo, di fatto si relativizza il significato della famiglia nella società”. Secondo mons. Tebartz-van Elst, “è fuor di dubbio che i processi lavorativi devono essere più a misura di famiglia. Ma non si possono ignorare le conseguenze della vita economica per le famiglie. Il lavoro non può ostacolare la vita familiare ma la deve favorire”, ha ammonito il vescovo, che si è detto colpito di come l’Incontro delle famiglie di Milano stia facendo emergere l’importanza della cultura cristiana della famiglia nel mondo. Un aspetto su cui “dobbiamo lavorare anche noi in Germania per trasmettere la fede”, ha concluso mons. Tebartz-van Elst.Spagna: preparazione del dottorato di San Giovanni d’AvilaLa diocesi di Córdoba si sta preparando “con gioia immensa” alla proclamazione di san Giovanni d’Avila dottore della Chiesa universale, annunciata per il prossimo 7 ottobre, insieme a quella di santa Ildegarda di Bingen, da Benedetto XVI al Regina Cæli di domenica 27 maggio, solennità di Pentecoste. “Per tutta la diocesi questo evento è una gioia immensa”, afferma il vescovo, mons. Demetrio Fernandez. Proclamando dottore della Chiesa questo sacerdote di Córdoba, “la Chiesa ne riconosce la santità, l’esempio di vita cristiana, ma anche che la sua dottrina è eminente ed eccelle nel firmamento della Chiesa universale”, ha osservato mons. Fernandez rammentando l’influsso della figura di san Giovanni d’Avila “sull’ambito spirituale, della cultura e dell’evangelizzazione”. La proclamazione del dottorato coincide con l’inizio dell’Assemblea ordinaria del Sinodo dei Vescovi. In vista dell’evento mons. Fernandez ha annunciato che tra giugno e luglio il Santuario di san Giovanni d’Avila, antica chiesa dell’Incarnazione di Montilla, dove è sepolto il santo, sarà dichiarato “basilica pontificia minore”, e dopo la proclamazione “si aprirà a Montilla un anno giubilare che porterà migliaia di pellegrini”. Intanto è stata annunciata anche l’organizzazione di un pellegrinaggio diocesano a Roma dal 5 al 8 ottobre, per partecipare agli eventi in programma: la veglia di preparazione, la cerimonia di proclamazione del dottorato di San Juan Avila e la messa di ringraziamento.