L’Ue in breve

Ambiente/1: “Settimana verde europea” sulla “risorsa acqua””L’acqua è la chiave della vita: è una risorsa cruciale per l’umanità e il resto del mondo vivente. Tutti hanno bisogno di acqua, non soltanto per bere. I nostri fiumi e laghi, nonché le nostre acque costiere e sotterranee costituiscono risorse preziose da proteggere”. La dodicesima edizione della “Settimana verde europea” è in fase di svolgimento a Bruxelles e in diverse altre città e proseguirà fino al 25 maggio. In particolare nella capitale belga sono in calendario 40 eventi che pongono al centro dell’attenzione l’acqua. “Tale risorsa – hanno spiegato i promotori – deve essere usata correttamente e con parsimonia”, “evitando inoltre di inquinare fiumi, mari”, pozzi e altre fonti. La Settimana verde comprende momenti di confronto, di studio, di scambio di esperienze relative alla salvaguardia e valorizzazione delle risorse naturali, e in primis l’acqua. In un opuscolo predisposto per l’occasione si legge ancora: “L’inquinamento e la scarsità delle risorse idriche costituiscono un rischio per la salute umana e la qualità di vita. Tuttavia, vi sono anche considerazioni ecologiche più ampie”. “La carenza di risorse idriche di qualità danneggia gli ambienti acquatici e terrestri e le zone umide, esercitando pressioni ulteriori su flora e fauna che stanno già subendo le conseguenze dell’urbanizzazione e dei cambiamenti climatici”. Per ulteriori informazioni www.greenweek-2012.eu.Ambiente/2: vent’anni di impegni Ue per l’ecosistema”La biodiversità è la nostra assicurazione sulla vita e la rete Natura 2000, che tutela le zone di maggior valore in termini di biodiversità, ne costituisce l’asse portante. I notevoli progressi che abbiamo compiuto nei due ultimi decenni costituiscono un valido motivo per festeggiare, ma è ancora necessario offrire il nostro aiuto alla natura che ci ricompenserà largamente con i suoi fondamentali servizi ecosistemici”. Janez Potocnik, commissario Ue per l’ambiente, ha voluto ricordare il 21 maggio il ventesimo anniversario di due “strumenti fondamentali per la conservazione e l’uso sostenibile della natura” nell’Europa comunitaria: la direttiva “Habitat” e il programma “Life” (finanziamenti per l’ambiente). “Venti anni fa, gli Stati membri hanno adottato la direttiva Habitat al fine di salvaguardare le specie e gli habitat maggiormente minacciati dell’intera Europa”. Una iniziativa assunta “in risposta alle preoccupazioni sul rapido calo delle forme di vita selvatiche e sulla perdita di habitat naturali, causati dalle modifiche della destinazione dei terreni, dall’inquinamento e dall’espansione urbana”. La direttiva ha istituito zone protette (oggi ampie quanto Germania, Polonia e Repubblica ceca) nell’ambito della rete denominata “Natura 2000″. Ne fanno parte 26mila siti protetti presenti nei 27 Stati membri.Sistema Schengen: diritti dei cittadini, frontiere e sicurezza”Schengen è uno dei risultati più preziosi dell’integrazione europea. Sta molto a cuore ai cittadini e dà un apporto importante alla nostra prosperità economica. Tutti devono contribuire al mantenimento di Schengen”: Cecilia Malmström, commissario Ue per gli affari interni, ha presentato la prima relazione sullo “stato di salute” del sistema Schengen, istituito per favorire la libera circolazione dei cittadini e tutelare le frontiere esterne dell’Unione. Lo spazio Schengen comprende 26 Paesi (gli Stati membri dell’Ue tranne Regno Unito, Irlanda, Romania, Bulgaria e Cipro, più Islanda, Norvegia, Svizzera e Liechtenstein), con 400 milioni di cittadini. “Ogni anno – afferma la Commissione – si registrano 1,25 miliardi di viaggi di cittadini europei, e per difendere il loro diritto alla libera circolazione è richiesta una certa vigilanza”. Il check-up biannuale del sistema intende “rafforzare l’indirizzo politico e la cooperazione fra i Paesi partecipanti a Schengen”; la relazione è accompagnata da orientamenti volti a “garantire un’interpretazione e attuazione coerente delle questioni affrontate, in uno spirito di solidarietà”. La prima relazione riguarda il periodo dal 1° novembre 2011 al 30 aprile 2012 e valuta in particolare i seguenti punti: situazione alle frontiere esterne e all’interno dello spazio Schengen; applicazione delle norme; procedure di rilascio dei visti; rilascio di permessi temporanei; misure di polizia alle frontiere interne. Dalla relazione sul sistema Schengen emergono alcuni nodi problematici. “La pressione alle frontiere esterne – vi si legge – si concentra su un numero limitato di punti critici, in particolare la via del Mediterraneo orientale verso la Grecia attraverso la Turchia. Negli ultimi tre mesi del 2011 sono stati individuati quasi 30mila attraversamenti irregolari delle frontiere esterne, di cui il 75% circa sulla via del Mediterraneo orientale”. In un altro punto si legge. “Nei sei mesi interessati dalla relazione, i controlli alle frontiere interne sono stati ripristinati solo due volte: dalla Francia al confine con l’Italia (per il G20 del 3-4 novembre 2011), e dalla Spagna alle frontiere con la Francia e negli aeroporti di Barcellona e Gerona (per la riunione della Banca centrale europea del 2-4 maggio 2012)”.