FAMILY 2012
Malta: il ruolo della famiglia nella societàRafforzare il ruolo della famiglia nella società. È quanto chiede mons. Mario Grech, vescovo di Gozo, nella lettera pastorale dedicata alla famiglia e all’Incontro mondiale delle famiglie che si terrà a fine mese a Milano. Nella lettera dal titolo “Strengthening the family”, il vescovo tocca molte questioni di attualità tra cui la recente introduzione del divorzio nella legislazione di Malta (decretata un anno fa per referendum). Proprio a questo proposito il presule scrive: “A Malta, in questi ultimi anni, si sono lentamente ma inesorabilmente seminati dubbi su quello che rappresenta la famiglia, la sua missione e il suo ruolo nella società. La verità circa la natura e l’identità della famiglia è divenuta superflua”. “Molto è stato detto e fatto in modo efficace per indebolire la famiglia come cellula fondamentale della società. L’introduzione del divorzio nella legislazione sul matrimonio a Malta è il caso più eclatante. Ma non è l’unico”. Ciò che preoccupa il presule è la diffusione di una “mentalità individualista” in cui “i ‘diritti’ dell’individuo hanno messo in ombra i ‘diritti’ della famiglia. In un contesto simile, è indispensabile che la famiglia riacquisti il suo status di istituzione”. Da qui l’appello del vescovo affinché le famiglie si uniscano in associazione. Nella lettera vengono elencate anche le questioni che richiedono un intervento: “Prima di tutto scrive mons. Grech è essenziale avere una chiara e non ambigua definizione della famiglia. Per famiglia noi intendiamo una società naturale di persone costruita su una relazione tra uomo e donna, fondata sull’indissolubile vincolo coniugale”. “Ciò significa prosegue il vescovo – che la ‘famiglia’ non può mai essere usata per indicare un mero riconoscimento giuridico delle persone che vivono sotto lo stesso tetto o di accordi analoghi”. “Dal momento che la famiglia è l’unità primaria e indispensabile della società, ne consegue che alla famiglia debba essere debitamente accordato uno status privilegiato da parte dello Stato. Nessun altro tipo di relazione tra le persone insiste il vescovo deve essere identificato con la famiglia”. Nella lettera il presule parla anche della famiglia come “il santuario in cui è concepita la vita umana e matura”. Da qui “il rispetto assoluto nei confronti della vita umana dal suo inizio al suo termine naturale” e un no deciso all’aborto e all’eutanasia.Francia: tempo del lavoro, tempo della famiglia Il problema della precarietà del lavoro ma anche e soprattutto la questione dei lavori che assorbono tutto il tempo libero togliendolo alla cura della famiglia e alla educazione dei figli. Sono le “emergenze” sottolineate da mons. Jean-Luc Brunin, vescovo di Havre e presidente del “Conseil Famille et Société” della Conferenza episcopale francese, in una riflessione dedicata al 7° Incontro mondiale delle famiglie di Milano sul tema “La famiglia: il lavoro e la festa”. “Sappiamo scrive mons. Brunin che oggi il tempo del lavoro è divenuto sempre più spesso problematico. Impedisce e compromette la responsabilità che i genitori hanno nell’assicurare i mezzi di sostentamento della loro famiglia e l’educazione dei loro figli”. Ma c’è un altro aspetto dell’occupazione lavorativa che preoccupa i presuli francesi ed è quando il lavoro diventa “totalizzante e assorbe la maggior parte del tempo a scapito dell’equilibrio della vita familiare, causando assenze troppo lunghe e troppo frequenti di uno o di tutte e due i genitori”. “Se non regolarizzato, il lavoro spinge la famiglia nella precarietà, generando così quell’inquietudine verso il futuro che sta minando il clima familiare ed educativo. I cristiani conclude mons. Brunin devono pertanto fare appello a condizioni di lavoro rispettose delle esigenze di un’autentica vita familiare. Ciò rappresenta una sfida importante per l’equilibrio e l’avvenire armonioso di tutta la società”.Inghilterra: la famiglia e la parrocchiaUn progetto capillare in tutte le parrocchie per aiutare le famiglie. Sarà lanciato nella diocesi inglese di Wrexham, nel Nord Est del Galles, il 27 maggio, giorno Pentecoste, a meno di una settimana dall’inizio dell’Incontro mondiale delle famiglie di Milano. Si proporranno alle parrocchie i “family groups”, gruppi di famiglie che si incontrano ogni mese, la “catholic grandparents association”, un’associazione di nonni che già esiste in Irlanda, e gruppi per mamme che hanno bambini piccoli. Il progetto è stato presentato con una lettera pastorale dal vescovo Edwin Regan, della diocesi di Wrexham, lo scorso fine settimana a tutte le parrocchie della sua diocesi. “Dal momento che non possiamo andare al convegno di Milano sembra una buona idea portare Milano nella nostra diocesi”, scrive il vescovo. Nella sua lettera, mons. Regan ricorda che il convegno di Milano si celebra nel 1700° anniversario dell’editto di Milano che ha proclamato la libertà di praticare la religione nell’Impero romano. “Nei tempi moderni”, prosegue il vescovo, “c’è una forma più sottile di persecuzione dei leoni romani. Non è ovvio, per esempio che le virtù cristiane che sostengono il matrimonio e la famiglia sono sotto attacco?”. Secondo il responsabile della diocesi di Wrexham, il progetto diocesano è una buona occasione per riaffermare i valori che sostengono la famiglia.