INGHILTERRA

Una grande opportunità

Olimpiadi di Londra: 15 denominazioni cristiane impegnate

L’iniziativa ha un nome: “More than gold”. E uno scopo: umanizzare le Olimpiadi attraverso una vasta azione di evangelizzazione ed un forte impegno sociale volto a combattere la povertà e la piaga della tratta degli esseri umani e dello sfruttamento. Realtà che i giochi olimpici purtroppo spesso favoriscono. A promuovere “More than gold” sono 15 chiese di diverse denominazioni cristiane, la più lunga e importante attività ecumenica mai vissuta in Inghilterra. Ad Anchor House, un centro che accoglie i senzatetto, a due passi dal villaggio olimpico, dove arriveranno, il prossimo 27 luglio, migliaia di atleti, James Parker e mons. John Armitage, parroco dell’Est di Londra, vicario generale della diocesi di Brentwood, coordinano l’impegno della Chiesa cattolica nei Giochi. Sono loro a spiegare a Sir Europa il senso di questo coinvolgimento e come la Chiesa si prepara per le Olimpiadi che si svolgeranno nella capitale inglese dal 27 luglio al 12 agosto.La Chiesa cattolica non ha mai investito così tanto nelle Olimpiadi…”È vero. A contattarci è stato il Comitato Internazionale Olimpico (Cio) che deve garantire assistenza spirituale, durante i giochi, ai fedeli delle cinque religioni più importanti, cristianesimo, islam, ebraismo, induismo e buddismo. Noi abbiamo già strutture ecumeniche in questo Paese come l’organizzazione ‘Churches together in Britain and Ireland’. Grazie a questi contatti abbiamo avviato, nel 2007, ‘More than gold’ (www.morethangold.org.uk/). Si tratta di una charity nella quale collaborano, per le Olimpiadi, quindici diverse denominazioni cristiane tra le quali anche la Chiesa ortodossa e la chiesa cristiana avventista del settimo giorno. Dopo la visita del Papa mi è stato dato il compito di coordinare questo impegno…olimpico”.Un impegno dai chiari risvolti ecumenici: è la prima volta che i cristiani inglesi collaborano così da vicino?”Direi che si tratta della più lunga e più importante iniziativa ecumenica che abbiamo mai vissuto. Poiché ciascuna delle diverse chiese poteva contare subito su risorse e personale già disponibili non è stato difficile lavorare e, negli ultimi anni, sono stati investiti, in questo sforzo 2.000.000 di sterline, circa 2.400.000 euro”.Come vi state organizzando per rispondere alla richiesta del Cio? “Nel villaggio degli atleti e nelle chiese che lo circondano, come la cattedrale di Westminster, le chiese di St. Frances a Stratford e di st. Catherine a Bow e le chiese del West End, vi saranno cappellani disponibili ventiquattro ore su ventiquattro con la messa e l’esposizione del Santissimo Sacramento, anche questa per ventiquattro ore. Oltre a ciò distribuiremo anche bottiglie d’acqua, insieme all’Esercito della Salvezza”.Ci saranno dei volontari che collaboreranno con voi? “Durante i Giochi si svolgerà il ‘Joshua camp’, a Brentwood, a Londra, per preparare i volontari che avvicineranno persone, turisti, parlando loro di Gesù. Speriamo di averne almeno 400 provenienti da diversi Paesi. Abbiamo appena aperto le iscrizioni ma abbiamo già richieste da Usa, Canada, India, Africa, Olanda, Portogallo, Germania, Polonia e la Repubblica Ceca. Nei primi tre giorni formeremo i volontari spiritualmente e poi li manderemo nei vari centri di ospitalità e nelle chiese dove vi sarà l’adorazione del eucaristica. Useremo un modello di evangelizzazione che funziona molto bene nel West End di Londra e si chiama ‘Night fever’, parlare con la gente sulle strade vicino alle chiese dove saranno offerte adorazione, confessioni e preghiere”.Spesso in concomitanza con grandi eventi sportivi si parla di traffico e sfruttamento di esseri umani. Avete pensato ad iniziative particolari a riguardo?”Le Olimpiadi sono una buona opportunità per educare le persone su questo argomento, sia perché vi saranno rappresentanti di oltre 200 Paesi, sia perché forse, anche durante i Giochi, vi sarà sfruttamento. Abbiamo circa 500 volontari che distribuiranno cartoline con un numero verde per denunciare casi di questo tipo. Chiunque può chiamare per chiedere aiuto. Speriamo di incoraggiare chi è vittima di questo traffico, un’industria in rapido aumento. Collaboreremo con la polizia”.Le Olimpiadi vengono presentate come un’opportunità di recupero per questa zona di Londra… “Il recupero sarebbe avvenuto lo stesso ma bisogna dire che i Giochi lasceranno 1100 nuove case, un nuovo parco, il Queen Elizabeth Olympic park e strutture sportive. Circa 6000 giovani hanno potuto lavorare, anche se in modo temporaneo, nel parco olimpico. Il centro dove saranno accolti 25000 giornalisti sarà usato per scopi commerciali, ma ci vorranno investimenti per lanciare piccole aziende”.Che cosa rimarrà di tutto questo lavoro alla chiusura dei Giochi? “Abbiamo una fondazione, la ‘John Paul II Foundation for sport’ che continuerà a promuovere lo sport, in parrocchie e scuole, come occasione di crescita per le persone e speriamo che la collaborazione ecumenica unica, che abbiamo avviato, possa continuare”.