ISTRUZIONE
Nuovi progetti per Erasmus e sicurezza on line per i bambini
Puntare sull’istruzione, le studio delle lingue, la formazione professionale. E, naturalmente, sul web e le nuove tecnologie. Nei giorni scorsi la Commissione ha affrontato due temi particolari – il programma Erasmus e la strategia per un internet più sicuro e a misura di bambino , ben diversi fra loro eppure collegati per il richiamo allo “sviluppo delle conoscenze”.Cultura e futuro professionale. Erasmus “è il programma più conosciuto dell’Unione europea” e lo scorso anno ha portato 231mila giovani all’estero per un periodo formativo; ma la dotazione finanziaria non è adeguata e appare insufficiente a soddisfare tutte le domande provenienti dai 33 Paesi aderenti all’iniziativa. Lo ha confermato il commissario all’istruzione, Androulla Vassiliou, facendo l’8 maggio il punto della situazione del programma che giunge al giro di boa dei 25 anni. “Con l’attenzione che consacra alle lingue, all’adattabilità, alla consapevolezza interculturale e alla leadership, Erasmus conferisce ai giovani abilità essenziali per accrescere la loro occupabilità e assicurare il loro sviluppo personale”. Dal suo varo, nel 1987, il programma “ha offerto a più di 2,5 milioni di studenti europei l’opportunità di andare all’estero per studiare presso un’istituzione universitaria o per un collocamento lavorativo in impresa”. Vassiliou ha dunque specificato: “Erasmus è una delle maggiori ‘success stories’ dell’Unione. Le cifre parlano da sole”, eppure “il successo sarebbe stato anche più grande se avessimo le risorse necessarie per soddisfare la domanda”. La relazione presentata dalla Vassiliou per l’anno accademico 2010-2011 segnala che “le tre destinazioni più popolari tra gli studenti sono state la Spagna, la Francia e il Regno Unito”. Dalla Spagna è anche partito il maggior numero di studenti verso l’estero, seguita da Francia e Germania. Più fondi dal bilancio Ue. L’accesso al programma dà diritto a un assegno mensile da 250 euro per integrare le spese sostenute dalle famiglie per la permanenza all’estero. Il bilancio Erasmus 2010-11 è stato di circa 460 milioni di euro. “Sul numero complessivo di studenti che hanno fruito dell’assegno, circa 190mila hanno scelto di trascorrere fino a 12 mesi del loro programma di laurea all’estero”. Rispetto all’anno prima, il numero di studenti che ne ha usufruito è cresciuto del 7,2%. Sono invece 41mila i giovani che hanno optato per un periodo di formazione in imprese estere (+15%). “Inoltre si legge nel rapporto – sono state concesse 40mila borse a membri del personale docente e non docente delle università per insegnare o ricevere una formazione all’estero, con un aumento del 13% rispetto all’anno precedente”. Mentre traccia un bilancio delle azioni relative allo scorso anno, la Commissione guarda avanti. Infatti di recente ha presentato la propria proposta intitolata “Erasmus for All”, un nuovo “programma globale” che accorpa Erasmus con gli altri programmi su scala Ue e internazionale nel campo dell’istruzione, della gioventù e dello sport, “rimpiazzando sette programmi attuali con uno solo”. L’Esecutivo ha proposto un bilancio di 19 miliardi di euro per Erasmus for All nel periodo 2014-2020.Internet sicuro e di qualità. Rimanendo nel campo della conoscenza, sostenuta dall’ausilio delle nuove tecnologie, la Commissione ha elaborato un “piano destinato a garantire ai bambini le competenze e gli strumenti necessari per beneficiare pienamente e in modo sicuro del mondo digitale”. Sicurezza e qualità sono le parole chiave del progetto. “Internet si legge in un rapporto della Commissione – non è stato concepito per i bambini, ma oggi il 75% di essi ne fa uso, di cui un terzo attraverso la telefonia mobile”. Così la nuova strategia consiste “nello sviluppo di un mercato dei contenuti in linea interattivi, creativi ed educativi, in collaborazione fra la Commissione europea e gli Stati membri, gli operatori di telefonia mobile, i fabbricanti di telefoni cellulari e i prestatori di servizi di socializzazione in rete”. Neelie Kroes, vice presidente della Commissione, ha affermato: “Sono favorevole a che tutti i bambini e adolescenti possano connettersi in rete. Ma essi hanno bisogno di strumenti internet trasparenti e coerenti, nonché delle conoscenze e delle capacità per farne buon uso”. In particolare si tratta di creare approcci comuni e coerenti in tutta l’Unione per una maggiore protezione in rete. “Per superare questi ostacoli, la Commissione ha delineato una serie di misure che saranno attuate con modalità diverse, fra cui l’autoregolamentazione settoriale”. Le azioni si articolano intorno a quattro obiettivi principali: stimolare la produzione di contenuti online creativi ed educativi per i bambini e sviluppare piattaforme per l’accesso a contenuti appropriati in funzione dell’età; incrementare le azioni di sensibilizzazione e formazione sulla sicurezza online in tutte le scuole; “creare un ambiente sicuro per i bambini in cui i genitori e i bambini stessi dispongano degli strumenti necessari per garantire la loro protezione online”; “lottare contro i materiali relativi ad abusi sessuali di bambini online”.