COMMISSIONE UE

Un budget per crescere

Progetto di bilancio: ricerca, formazione e ”coesione”

Due facce, complementari, della stessa medaglia. La Commissione, che ha presentato il suo progetto di bilancio comunitario per il 2013, intende in questo modo il rapporto tra budget dell’Unione europea e quelli degli Stati membri: il primo dovrebbe soprattutto essere orientato alla crescita mentre i bilanci nazionali tendono al rigore a causa della crisi economica e finanziaria.Soprattutto investimenti. Il progetto dell’Esecutivo passa ora per competenza alle due autorità di bilancio dell’Unione, Parlamento e Consiglio Ue. La prima mossa spetta al Consiglio che formulerà il suo parere sui conti avanzati dalla Commissione entro il mese di luglio. Seguirà un negoziato e il giudizio dell’Europarlamento. In caso di disaccordo è prevista una procedura di conciliazione. Il via libera finale deve avvenire entro il 2012. Il presidente della Commissione, José Manuel Barroso, ha più volte ripetuto in questi giorni che "si tratta di un bilancio di investimenti per far ripartire l’economia e l’occupazione". Il progetto di bilancio "tiene conto delle dichiarazioni del Consiglio europeo circa il fatto che la crescita e l’occupazione nell’Unione possono essere realizzate solo associando risanamento delle finanze pubbliche e investimenti nella crescita futura". Gli investimenti saranno dunque orientati principalmente "sui settori prioritari definiti nella strategia Europa 2020, tenendo conto anche del difficile contesto economico e della pressione sui bilanci nazionali". Il budget del prossimo anno tende a tenere sotto controllo le spese, mentre "il bilancio amministrativo della Commissione viene congelato al di sotto del tasso d’inflazione, con una riduzione del suo personale dell’1%, quale primo passo verso l’obiettivo di una riduzione del 5% nell’arco di 5 anni".Produrre risultati. Nel complesso il progetto di bilancio per il prossimo anno ammonta a 150,9 miliardi di euro per gli impegni futuri, "ossia un aumento del 2% rispetto all’anno scorso, in linea con il tasso di inflazione attuale". I pagamenti – ossia le spese da sostenere effettivamente – rappresentano 137,9 miliardi, "il che corrisponde a un aumento del 6,8%. Si tratta della conseguenza logica degli impegni del passato", ha spiegato Janusz Lewandowski, responsabile del bilancio e della programmazione finanziaria. Che subito chiarisce: "La stragrande maggioranza dei cittadini in tutta l’Unione prova sulla propria pelle gli effetti della crisi, in un momento in cui i governi nazionali, regionali e locali devono effettuare tagli. Pertanto un atteggiamento di ordinaria amministrazione da parte delle istituzioni Ue non è accettabile, a prescindere dalle nuove competenze attribuite loro dal trattato di Lisbona". D’altro canto, insiste il commissario, "è opportuno trasferire fondi dai programmi che non producono risultati ai settori prioritari quali le piccole e medie imprese, la gioventù e l’occupazione". Tutti i numeri. I conti della Commissione per il 2013 prevedono 62,5 miliardi di euro di investimenti destinati a programmi e azioni connesse alla crescita e all’occupazione. Si tratta della voce più consistente, pari al 46,7% del bilancio complessivo. La Commissione sostiene: "È stato fatto uno sforzo particolare per i programmi quadro di ricerca (9,0 miliardi di euro, aumento del 28,1% rispetto al 2012), i programmi competitività e innovazione, i fondi di coesione e i fondi strutturali, nonché l’apprendimento permanente". Ad agricoltura, gestione e conservazione del patrimonio naturale andrebbero circa 57 miliardi, ossia il 40,0% del budget. Agli altri grandi capitoli andranno percentuali ben più modeste: 6,2% alla "Ue come attore globale" (politica estera); all’amministrazione il 5,7%; al settore libertà, cittadinanza, giustizia l’1,4%. "I cittadini possono legittimamente domandarsi perché chiediamo un aumento del 6,8% dei pagamenti in tempi di crisi", ha affermato il commissario Janusz Lewandowski. "Vi sono due motivi. In primo luogo, il 2013 è l’ultimo anno dell’esercizio finanziario in corso e per ciascun periodo finanziario questo anno coincide con un forte aumento dei pagamenti, in quanto i progetti finanziati dall’Ue si concretizzano: ponti, ferrovie, autostrade sono stati costruiti per il bene comune, ma adesso dobbiamo pagare le relative fatture". Priorità comuni. "In secondo luogo – ha proseguito Lewandowski -, negli ultimi anni gli Stati membri in sede di Consiglio e il Parlamento europeo hanno adottato bilanci che erano nettamente inferiori ai nostri bisogni previsti in relazione ai pagamenti. Ne è seguito un effetto a cascata di fatture non pagate, perché ogni anno non potevamo onorare alcuni dei nostri impegni per mancanza di fondi". Alla proposta della Commissione è seguito un commento dell’eurodeputato italiano Giovanni La Via, relatore generale per il Parlamento Ue sul bilancio 2013: "Per uscire dalla crisi sono convinto che abbiamo bisogno di più Europa e non di meno Europa. Per questo io non condivido totalmente tale proposta. Abbiamo bisogno di un maggiore impegno per trovare modalità efficaci per tornare alla crescita e alla creazione di posti di lavoro, che sono in definitiva le priorità concordate da tutte le tre istituzioni europee".