UNIONE EUROPEA

Superare l’impasse

Dibattito a Bruxelles tra istituzioni comunitarie e giovani

La crisi economica e i problemi del debito pubblico; le elezioni presidenziali francesi e quelle legislative in Grecia (6 maggio); la crisi politica nei Paesi Bassi (mancato accordo nel governo sul piano di austerità per tenere sotto controllo il deficit nazionale); l’instabilità del governo nella Repubblica ceca; la competizione nei mercati globali; la caduta delle Borse; il referendum in Irlanda per la ratifica del “Fiscal compact” (31 maggio); il bilanciamento dei poteri fra Ue e Stati membri; il Trattato di Lisbona. Sono solo alcuni dei temi che – imposti dall’attualità politica – hanno fatto da sfondo alla conferenza sul tema “L’Europa in crisi: le sfide da vincere, la fiducia dei cittadini”, tenutasi il 24 aprile nella sede dell’Europarlamento a Bruxelles.Risposte ai cittadini. La conferenza, cui hanno partecipato 400 giovani provenienti da tutta Europa e altre migliaia di persone collegate grazie a siti internet e Twitter, ha visto gli interventi del Mediatore Ue, il giurista greco Nikiforos Diamandouros, del presidente dell’Assemblea, il tedesco Martin Schulz, di quello della Commissione, il portoghese José Manuel Barroso, e della premier danese Helle Thorning-Schmidt, presidente di turno del Consiglio dei ministri Ue. Fra gli argomenti affrontati – sollevati dagli stessi giovani, che hanno incalzato i relatori – sono emerse le “irresponsabilità dei mercati e di alcuni governi” che si collocherebbero “all’origine della crisi”; si è dunque discusso del “ruolo “insostituibile” dell’Ue per “dare risposte ai cittadini in una fase di sfide globali”; è stata rimarcata la “necessità di portare al cuore dell’integrazione” la “voce dei cittadini”. “L’integrazione europea – ha sostenuto José Manuel Barroso – non può che fondarsi sulla fiducia reciproca”, fra cittadini, Stati, istituzioni comunitarie. “Eurobarometro ci dice che i cittadini hanno più fiducia nelle istituzioni Ue che negli Stati per superare questa grande recessione, che non è solo economica. Ebbene, occorre riposizionare la fiducia al centro dell’Unione, dobbiamo riappropriarci del progetto europeo, condividendolo con i cittadini, contrastando i rischi crescenti” del populismo, della xenofobia. Sulla crisi Barroso ha osservato: “Abbiamo pagato a caro prezzo l’irresponsabilità della finanza e di taluni governi che si sono indebitati in modo eccessivo”, ponendo a rischio la stabilità economica e il “futuro dell’euro”. Barroso ha riconosciuto i “problemi di comunicazione” da parte dell’Unione, da superare in funzione di un rapporto più stretto con i cittadini. Lavoro, migrazioni… Sul bilancio pluriennale dell’Unione il presidente dell’Esecutivo ha commentato: “Il budget Ue è uno strumento di investimenti. Solo il 7% dei fondi che abbiamo a disposizione viene indirizzato alle spese amministrative. In realtà dobbiamo ricordarci che non si tratta di soldi destinati a Bruxelles, ma di investimenti che tornano a vantaggio degli europei mediante lo sviluppo regionale, la politica agricola, la ricerca, le infrastrutture o la formazione”. I quattro relatori hanno osservato, ciascuno a suo modo, che “l’Europa conviene”, che essa “è in grado di produrre dei risultati per la vita quotidiana dei cittadini” e che “oggi non si può fare a meno dell’Ue”. Martin Schulz ha affermato che l’Europa unita è un “dono” per la generazione di oggi. Pace, democrazia, sviluppo economico si possono ricondurre – a suo avviso – al processo di integrazione e “questo non va mai dimenticato. Mi inquieta il fatto che a volte ce ne scordiamo”. Il presidente del Parlamento, parlando ai giovani presenti nella sede dell’Assemblea, ha affrontato alcuni temi economici, le urgenze legate alla disoccupazione, il bilancio pluriennale dell’Ue27. “Abbiamo dinanzi a noi sfide grandi che da soli non possiamo affrontare. Pensiamo ad esempio alle migrazioni; dobbiamo cercare risposte europee a problemi comuni”, ha affermato Schulz, forse in risposta alle ultime dichiarazioni del presidente francese Sarkozy. E subito dopo: “Occorre coraggio per difendere la democrazia, che non può essere asservita ai mercati, semmai dev’essere la democrazia a fissare le regole”. L’Unione dei risultati. “Qual è l’alternativa all’integrazione europea?”, si è domandato Schulz. “Proviamo a pensare cosa accadrebbe se l’Ue non ci fosse, se ciascun paese dovesse fare da solo” dinanzi ai competitori mondiali. Quindi alcune priorità su cui lavorare in sede Ue: la ripartizione e il bilanciamento dei poteri tra le istituzioni comuni e tra Ue e Stati aderenti; la disciplina di bilancio, che non deve “prevalere” sulle azioni per la crescita; le politiche del lavoro; la democrazia partecipativa e la necessità di colmare la distanza tra Ue e cittadini. Helle Thorning-Schmidt è tornata a insistere “sui risultati che l’Europa deve evidenziare per dimostrare di essere utile ai cittadini e agli Stati membri”. Dal canto suo il Mediatore europeo (figura a garanzia dei cittadini nei confronti dell’amministrazione Ue), Nikiforos Diamandourus, ha ribadito il dovere di “porre il cittadino al centro del progetto europeo”, riconoscendo però che l’Ue “è una casa aperta e trasparente”, per quanto riguarda l’accesso a documenti e direttive.