CHIESE IN BREVE

Austria, Italia, Irlanda

Austria: no a inseminazione artificialeIl vescovo di St. Pölten, mons. Klaus Küng, ha espresso la propria contrarietà sull’annullamento del divieto dell’inseminazione artificiale per donne single e coppie lesbiche. In un comunicato riportato il 17 aprile dall’agenzia di stampa cattolica austriaca Kathpress, il vescovo ha sottolineato che “ogni bambino ha diritto ad avere una madre e un padre”, un diritto che “non può essere negate al bambino in modo pianificato e intenzionale”. Inoltre, ha proseguito mons. Küng, “l’intero campo della fecondazione artificiale nasconde molti problemi delicati, come la salute e il benessere del bambino”; “questa misura non dovrebbe essere intrapresa prima che simili temi vengano affrontati in modo approfondito”. Il vescovo si è pronunciato dopo la posizione espressa dalla Commissione di Bioetica il 17 aprile sull’ammissione dei single e delle coppie omosessuali alle procedure di medicina riproduttiva, dietro richiesta della Corte costituzionale austriaca. Dei 25 membri della Commissione, 19 hanno votato per l’abolizione del divieto sulla base del principio del diritto alla riproduzione. I membri a favore, tra cui il teologo evangelico Ulrich Körtner, hanno affermato che “il desiderio di riprodursi è d’importanza fondamentale per le persone” e che l’eventuale divieto “limita la libertà in un settore particolarmente cruciale”. I componenti della Commissione che hanno votato contro, tra cui il teologo morale cattolico Matthias Beck, pur ammettendo l’incontestabilità del diritto alla riproduzione, hanno precisato che “è da valutare criticamente il fatto di poter desumere da questo diritto anche il diritto di utilizzare qualsiasi forma di supporto tecnico-medico per generare un proprio figlio”. I membri contrari all’eliminazione del divieto hanno inoltre fatto presente il rischio di abuso della gravidanza eterologa, vietata dalla legge austriaca.Italia: messaggio Cei per l’Università Cattolica”Nel nostro tempo, colpito da un marcato ripiegamento nel privato e dominato dalle forme avare dell’individualismo tecnocratico, l’Università Cattolica del Sacro Cuore, fedele alle proprie radici, si pone in prima fila come istituzione culturale ed educativa volta a formare protagonisti capaci e convinti della civiltà dell’amore”. È quanto si legge nel messaggio della presidenza della Conferenza episcopale italiana per l’88ª Giornata per l’Università Cattolica del Sacro Cuore, che verrà celebrata il 22 aprile sul tema “Il futuro del Paese nel cuore dei giovani”. “Non si tratta di cosa facile. In una società non più caratterizzata dal riconoscimento di valori comuni – prosegue il messaggio -, la relazione educativa tende a configurarsi non come comunicazione di contenuti consolidati, quanto, piuttosto, come relazione informativa, segnata dalla tolleranza formale e da prossimità debole: nel contesto familiare la capacità educativa incontra difficoltà e tende alla delega; la scuola appare crocevia affollato di pluralismi dispersi e di anonimato culturale; il maestro rischia di non essere più figura di riferimento, ma operatore funzionale all’apprendimento di capacità strumentali”. D’altra parte, si legge ancora nel messaggio, “la crisi della fiducia illuministica nella ragione, non promette esiti convincenti, sia sul piano etico-valoriale – benché da molti annunciato e auspicato (il cosiddetto ritorno dell’etica) – sia su quello specificamente educativo, benché oggetto di pronunciamenti molteplici”.Irlanda: corsi “Alpha” al congresso di DublinoDurante i giorni del congresso eucaristico internazionale a Dublino, che si terrà dal 10 al 17 giugno (www.iec2012.ie), sarà utilizzato “Alpha”, uno strumento per l’evangelizzazione nelle parrocchie che fornisce alle persone un’introduzione pratica alla fede. Lo ha reso noto l’organizzazione del Congresso, aggiungendo che nei giorni dell’evento le persone e i giovani, nell’apposito “Chiara Luce Youth Space”, saranno invitati a mini-corsi “Alpha”; si tratta di incontri mattutini o pomeridiani nel corso dei quali, dopo una breve introduzione da parte di un relatore su alcune domande di base della fede cristiana (“Come e perché dovrei pregare?”, “Perché dovrei leggere la Bibbia?”, etc.), i partecipanti saranno divisi in gruppi e potranno discutere tra loro di questi argomenti. Il 14 giugno, al convegno dedicato al tema “Comunione nel nostro comune Battesimo”, interverrà Nicky Gumbel, vicario della Chiesa anglicana “Holy Trinity Brompton”, pioniere dei corsi “Apha” costituiti da 15 sessioni introduttive alla fede cristiana. “Alpha” viene attualmente utilizzato in 60.000 chiese di diversa denominazione: cristiana, cattoliche, ortodosse e protestanti. Nato nel 1993, lo strumento si è diffuso anche nelle parrocchie cattoliche di 65 Paesi diversi e ha il sostegno del card. Marc Oullet, legato pontificio al Congresso, secondo il quale “Alpha avvicina le persone e le aiuta a trovare la forza che unisce”: “L’esperienza Alpha non è solo un mezzo attraverso il quale si trova la vera vita, ma anche un modo per condividere la buona novella del Cristo vivente. Apre la strada per la riconciliazione ed è un simbolo di speranza per l’unità dei cristiani”.