Strategia comunitaria per la regione del mar Baltico”Salvare il mar Baltico”, aprire e interconnettere la regione, “accrescerne la prosperità”: sono i tre principi che presiedono alla nuova Strategia Ue per il mar Baltico, presentata nei giorni scorsi dalla Commissione. La posizione assunta su questa prospettiva macroregionale da parte dell’Esecutivo fa seguito alle sollecitazioni intervenute da Consiglio e Parlamento europeo, tenuto conto delle conclusioni del Consiglio dei ministri Ue del 15 novembre 2011 e delle prospettive finanziarie pluriennali 2014-2020. Lo scopo è di dare un’unica direzione ai diversi programmi che l’Unione europea ha avviato in questa area nel nord dell’Europa, conferendo maggiore efficacia ai finanziamenti comunitari e favorendo la cooperazione tra i Paesi che si affacciano sul mare (diversi dei quali aderenti all’Ue) e fra questi e il resto dell’Unione. Johannes Hahn, commissario per la politica regionale, spiega: “La strategia per il mar Baltico comincia a dare alcuni risultati, ma tale strategia macroregionale, nuova nel suo genere, ha finora dato degli insegnamenti per l’avvenire. Si tratta di migliorarla per rafforzarne l’impatto” sulla vita economica, sociale e sull’ambiente. Tra le proposte operative figurano quelle dedicate alla navigazione del Baltico, quelle per la tutela dell’ambiente marino, quelle per gli scambi commerciali, nonché le azioni per una maggiore interconnessione del mercato energetico.Corte dei conti: richiamo su fondi Pmi e per aiuti alimentari”L’efficacia e l’efficienza delle spese eseguite dal Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) per gli strumenti finanziari a favore delle piccole e medie imprese sono compromesse dall’inadeguatezza del quadro normativo per i diversi tipi di strumenti finanziari utilizzati”. La Corte dei conti europea ha diffuso una relazione sui finanziamenti comunitari alle Pmi, concludendo con varie note critiche, sottolineando appunto che i fondi Ue “non producono i benefici attesi” per le imprese di piccole e di media dimensione, le quali, sottolinea la stessa Corte, “sono la spina dorsale dell’economia comunitaria”. La Corte dei conti, che ha sede a Lussemburgo, puntualizza: “Sono stati rilevati diffusi ritardi nel far pervenire i fondi alle Pmi destinatarie e le azioni sostenute sono state inefficaci nell’attrarre investimenti privati”. Inoltre, gli intermediari finanziari utilizzati dal Fesr “hanno addebitato ad alcune imprese destinatarie costi di gestione ingiustificati”. La Corte formula dunque alcune raccomandazioni: fra queste spicca la necessità di un “sistema di monitoraggio e valutazione affidabile e tecnicamente valido”. La Corte dei conti ha inoltre valutato – con una relazione speciale – l’efficacia degli aiuti Ue allo sviluppo in materia di sicurezza alimentare nell’Africa subsahariana, analizzando se tali aiuti siano in linea con “le necessità e le priorità dei Paesi e se gli interventi Ue siano efficaci”. Il giudizio della Corte si è concentrato sul sostegno diretto allo sviluppo con riferimento alle tre dimensioni della sicurezza alimentare: disponibilità alimentare, accesso al cibo e utilizzo degli alimenti (nutrizione). La Corte è giunta alla conclusione che “gli aiuti comunitari allo sviluppo per la sicurezza alimentare nell’Africa subsahariana siano in gran parte efficaci e contribuiscano in modo determinante al conseguimento della sicurezza alimentare”. La stessa Corte, dopo aver rilevato una serie di aspetti migliorabili, suggerisce possibili adempimenti per migliorare tale efficacia: fra questi figurano l’istituzione di uno strumento finanziario “permanente per affrontare le conseguenze di potenziali crisi alimentari future nei Paesi in via di sviluppo”, una maggior cooperazione coi Paesi beneficiari, la fissazioni di obiettivi “misurabili”.Commissione: consultazione sul “sistema bancario ombra”Dopo aver intrapreso, in seguito alla crisi economica, alcune azioni per il riordino del sistema finanziario e creditizio, per l’Ue “è giunto il momento di occuparsi delle attività creditizie non bancarie”, il cosiddetto “sistema bancario ombra”, le quali “rappresentano un settore in espansione rimasto finora ai margini della regolamentazione e vigilanza prudenziale”. “All’interno del sistema finanziario, il sistema bancario ombra”, che comprende talune operazioni del settore assicurativo, “svolge funzioni importanti, ad esempio creando ulteriori fonti di finanziamento e offrendo agli investitori alternative ai depositi bancari. Esso però può rappresentare una potenziale minaccia per la stabilità finanziaria di lungo periodo”. Da qui il lancio del Libro verde col quale la Commissione Ue apre una consultazione pubblica: fino al 1° giugno tutti i soggetti interessanti possono segnalare punti deboli, indicare correzioni normative o procedurali, in modo da porre questo settore al riparo da possibili crisi. Michel Barnier, commissario per il mercato interno, dichiara: “L’Ue ha dato prova di leadership a livello mondiale nell’attuazione di riforme della regolamentazione finanziaria. Vogliamo evitare che le attività finanziarie eludano le norme causando l’accumulazione di nuove fonti di rischio nel settore finanziario”. Per ulteriori informazioni: http://ec.europa.eu/internal_market/bank/shadow_banking/index_en.htm.