CHIESE IN BREVE
Austria: appello del metropolita di AleppoIl metropolita siro-ortodosso di Aleppo, Mar Gregorios Yohanna Ibrahim, ha rivolto nei giorni scorsi un appello agli “amici della pace” di tutto il mondo affinché preghino “per la Siria e i suoi abitanti”. Lo ha riferito l’organizzazione austriaca “Pro Oriente” il 22 marzo, sottolineando come il metropolita sia sfuggito “per un pelo” ad un attentato perpetrato con l’esplosione di una bomba il 18 marzo a meno di 300 metri dalla cattedrale siro-ortodossa di St. Efrem e dal palazzo arcivescovile. Come ha raccontato il metropolita stesso, “tre persone sono morte nell’attentato” e “circa 30 persone, per lo più abitanti del quartiere cristiano, sono rimaste gravemente ferite”. “Si tratta del secondo attentato verificatosi nel quartiere cristiano di Aleppo”, ha osservato Mar Gregorios, pur continuando a rifiutarsi “di credere che gli attentati siano rivolti consapevolmente contro i cristiani”. Tuttavia, ha proseguito, “gli eventi vengono considerati una conferma della tesi secondo cui il terrorismo in Siria si rivolge anche contro le comunità cristiane indifese del Paese”. “Anche a Damasco”, ha ricordato, “si sono verificati attentati dinamitardi in quartieri cristiani” ma “sarebbe prematuro trarre conclusioni sui colpevoli” e “come la maggioranza pacifica dei siriani, attendiamo i risultati delle indagini per individuare i veri motivi che stanno dietro i fatti di sangue”. Il metropolita ha inoltre fatto presente che i cristiani in Medio Oriente devono oggi confrontarsi con “due seri e gravi problemi”: “L’emigrazione che ha decimato comunità un tempo fiorenti” e “l’islamismo radicale che dà spazio alle voci dei fondamentalisti e degli estremisti soprattutto dell’Arabia Saudita”. “Insieme con tutti i cittadini pacifici della Siria, musulmani e cristiani, ci auguriamo e preghiamo che le nubi scure della primavera araba si dissolvano e auspichiamo di essere risparmiati dalle sue conseguenze”, ha concluso il metropolita, invitando a restare “in questi giorni cupi e difficili in Siria, nell”Oasi del Levante’ in cui abbiamo vissuto per così tanto tempo sperimentando una tolleranza straordinaria, pace e sicurezza”.Germania: libertà religiosa in Arabia SauditaMons. Robert Zollitsch, presidente della Conferenza episcopale tedesca (Dbk), ha espresso “preoccupazione e grande sgomento” per le ultime dichiarazioni del Gran Mufti dell’Arabia Saudita, Sheikh Abdul Aziz bin Abdullah, il quale ha recentemente asserito che le costruzione di nuove chiese nella penisola arabica è proibita e che tutte le chiese dovrebbero essere distrutte. In una dichiarazione diffusa il 23 marzo dalla Dbk, mons. Zollitsch ha definito “insopportabile” il fatto che “con queste esternazioni di un rappresentante religioso di spicco venta ulteriormente destabilizzata la situazione già precaria del mondo arabo”. Il Gran Mufti, ha proseguito l’arcivescovo, manca di “qualsiasi rispetto verso la libertà religiosa e la convivenza pacifica delle religioni”. Mons. Zollitsch ha invitato i leader politici e religiosi del mondo islamico a respingere in modo chiaro la fatwa del Gran Mufti e ha concluso dicendo che, per quanto concerne la Chiesa cattolica in Germania, “ci adoperiamo con decisione per la libertà di religione di tutte le persone nel nostro Paese” e “con altrettanta forza chiediamo stessi diritti per i cristiani nei Paesi in cui i musulmani sono la maggioranza”.Romania: cristiani in piazza per difendere la vita”Uniti per la vita e la famiglia cristiana” è stato uno degli slogan che i cittadini romeni hanno scandito il 24 marzo durante la “Marcia per la vita” che si è svolta in 20 città della Romania, con il sostegno delle associazioni e delle Chiese locali. Migliaia di ortodossi, cattolici e protestanti sono scesi in piazza per difendere insieme la vita. I partecipanti hanno presentato anche un Manifesto, rivolto alla società civile e alla classe politica, con il quale chiedono una politica favorevole alla vita e alla famiglia, un sostegno alle donne in crisi, adozioni e misure economiche per favorire la natalità. Inoltre i partecipanti invocano la sospensione dei finanziamenti pubblici per la fertilizzazione in vitro, con l’introduzione di pratiche alternative. La Romania è il Paese con il più alto tasso di aborti praticati in Europa (circa 8 milioni negli ultimi 20 anni). Recentemente, associazioni pro-vita cattoliche e ortodosse ed anche la Conferenza episcopale romena si sono espresse contro un progetto di legge che intende approvare la riproduzione umana assistita con terzo donatore e il ricorso alla surrogazione di maternità. Per mons. Cornel Damian, vescovo ausiliare di Bucarest e presidente della Commissione per la famiglia della Conferenza episcopale romena, un simile progetto di legge sarebbe “un attacco alla dignità della persona, all’integrità della famiglia e implicitamente una minaccia alla stabilità della società”.