UE

Oltre l’economia

In Europa si torna a parlare di ”unione politica”

Si incrociano di nuovo le strade dell’Europa economica e dell’Europa politica. La crisi non è ancora alle spalle, ma le iniziative assunte soprattutto negli ultimi mesi per porvi un argine hanno dimostrato l’interdipendenza accresciuta fra i Paesi Ue, fra i sistemi economici e sociali. E tutto ciò sta riportando nel dibattito continentale il tema di una maggiore integrazione politica. Salvare Grecia ed euro. I fatti della settimana pongono anzitutto in primo piano il via libera da parte dell’Eurogruppo al prestito da 130 miliardi di euro per la Grecia provenienti da Ue, Bce e Fmi (quest’ultimo impegnato per 18 miliardi). Una iniezione di fondi che si aggiunge ai 110 miliardi del primo prestito indirizzato verso Atene. L’Unione ha decisamente intrapreso la strada della difesa della moneta unica e i 17 Paesi dell’Eurozona, messe da parte titubanze e ritardi, vogliono evitare il default greco, che potrebbe innescare un effetto-domino. Se si tiene conto che dal 2008 in poi anche Irlanda e Portogallo hanno ottenuto aiuti diretti dall’Unione e che la Spagna ha appena ottenuto un ammorbidimento delle regole sul bilancio, appare evidente che l’Europa ha deciso di sbarrare la strada alla speculazione: l’euro, nonostante i costi finanziari, sarà tutelato. Entro marzo verrà anche stabilita la potenza di fuoco del fondo salva-Stati permanente (Esm), che dovrebbe raggiungere i 750 miliardi.Obiettivi comuni. La voce più autorevole che si è levata a difesa dell’integrazione è quella della cancelliera tedesca Angela Merkel. Data per “latitante” da troppi mesi, durante la visita in Italia dei giorni scorsi ha avuto modo di esplicitare una sorta di “nuovo corso”: “In un mondo di grande competitività – ha affermato, mostrando pieno accordo su tutti i punti in agenda col premier ospite Mario Monti – abbiamo bisogno di crescere, di difenderci insieme”. L’Europa “ha raggiunto tanti obiettivi comuni”, ma “rappresentiamo solo il 7% della popolazione mondiale”: dunque più coesione, più collaborazione. “L’Ue nei prossimi anni si deve concentrare su tre punti: la competitività nei confronti di potenze come Cina e India, i posti di lavoro e il consolidamento fiscale”. E ancora: “La crisi dell’euro ci ha posto dinanzi alle nostre debolezze che ora dobbiamo eliminare”. Da qualche tempo la Merkel parla di “unione politica”. Non è dunque un caso se il ministro degli esteri tedesco, Guido Westerwelle, braccio destro della cancelliera nella coalizione al timone della Germania, ha convocato una conferenza informale per il 20 marzo a Berlino per parlare di “Costituzione europea”. In realtà pochi leader vedono di buon occhio il ritorno di questo argomento, che si riteneva superato con l’approvazione del Trattato di Lisbona. Eppure se riemerge la Costituzione si risolleva proprio il tema dell’unità politica.”Cresce la povertà”. Questi temi giungono peraltro in un momento delicato per varie ragioni. Basterebbe pensare alle presidenziali francesi, il cui primo turno è fissato per il 22 aprile: la campagna elettorale diventa incandescente e l’Europa, con altri temi sovranazionali (immigrazione, competizione economica, energia, clima…), viene affrontata con forti accenti populisti. Nel frattempo sembra allargarsi il fronte a favore della Tobin tax, o comunque di una tassa che, colpendo le transazioni finanziarie, tenda a ripartire i carichi della crisi non solo sui cittadini, ma anche sulle banche e il sistema finanziario. Il presidente della Commissione, José Manuel Barroso, si è più volte esposto in questo senso. Il suo intervento nell’emiciclo di Strasburgo il 13 marzo ha affrontato questo e altri argomenti. “La povertà sta crescendo” in Europa, e “per questo servono strategie di inclusione sociale, di crescita, volte a favorire l’occupazione”; bisogna favorire chi si trova in difficoltà, ha detto Barroso, rilanciando la strategia Europa 2020 su crescita sostenibile, lavoro, innovazione, ricerca. Lo stesso capo dell’Esecutivo ha insistito sulla “lotta all’evasione e all’elusione fiscale” al fine di contrastare questo tipo di “frode” e per recuperare risorse “allo scopo di favorire iniziative per i giovani e le piccole e medie imprese”. Tobin tax, mercato unico. Barroso è infine tornato a ribadire la “necessità di introdurre una tassa sulle transazioni finanziarie che proceda nel senso dell’equità e del riparto dei pesi e delle responsabilità derivanti” dalla recessione. Nella medesima occasione il presidente del Consiglio Ue, Herman Van Rompuy, ha sottolineato i risultati del summit dell’1-2 marzo, ha spiegato i passi compiuti dall’Unione per darsi gli strumenti per contrastare la crisi e per prevenirne in futuro. Quindi ha insistito sull'”economia reale”, ossia sul sostegno da portare alle imprese nel tentativo di rilanciare lo sviluppo e sul dovere di completare il mercato unico (scambi commerciali, servizi, infrastrutture, banda larga…) e le riforme del mercato del lavoro a livello nazionale. “Dobbiamo ripristinare la fiducia degli investitori e dei consumatori – ha concluso Van Rompuy -; questo può aiutare la crescita e dunque l’occupazione”.