COMECE
Il numero di marzo di Europe Infos
Il numero di marzo di Europe Infos si apre con un editoriale sullo scambio di doni tra Europa e Africa (Piotr Mazurkiewicz), a cui fa eco un intervento sulle politiche di sviluppo dell’Ue per questo continente (José Luis Bazán); buona parte è dedicata a questioni economico-sociali (un contributo sulla responsabilità sociale delle imprese, l’Ue vent’anni dopo Maastricht, il sistema comune di tassazione sul valore aggiunto), a cui si accompagnano contributi sul futuro dell’Agenzia europea per i diritti fondamentali, sull’Iniziativa dei cittadini europei, sulle ambiguità nel finanziamento della ricerca sugli embrioni da parte dell’Ue e sulla prossima Politica agraria comune (Pac).L’Agenzia Ue per i diritti fondamentali. L’Agenzia per i diritti fondamentali dell’Ue vede in questi mesi alla discussione della Commissione il secondo quadro pluriennale di lavoro (2013-2017). In particolare si prevede “un rafforzamento degli ambiti tematici che l’agenzia dovrà coprire” precisa Alessandro Calcagno, del segretariato Comece; “l’accesso alla giustizia, i diritti dei bambini, il razzismo, la xenofobia e l’intolleranza, la migrazione e l’asilo, la protezione dei dati personali” saranno certamente impegni riconfermati come anche la non discriminazione. Le novità ruotano attorno a tre temi: “l’integrazione delle comunità Rom, la cooperazione di polizia e la cooperazione giudiziaria”. Il Parlamento europeo in una risoluzione sulla situazione dei diritti fondamentali nell’Ue, già nel 2009 aveva messo in evidenza la necessità che l’Agenzia fornisse prestazioni caratterizzate da qualità, oggettività, imparzialità effettiva e trasparenza”. Occorre per altro evitare duplicazioni inutili in questo settore tra le istituzioni nazionali ed europee. L’agenzia dovrebbe inoltre concentrarsi sulle problematiche che coinvolgono i gruppi di cittadini europei più consistenti possibile. Si sta riflettendo anche sullo spazio da dedicare a temi come la non discriminazione (handicap in particolare), la libertà religiosa, le persone anziane. L’iniziativa dei cittadini europei (Ice). Il 1° aprile entra in vigore il regolamento su questo nuovo strumento di democrazia partecipativa previsto dal Trattato di Lisbona. Con un milione di firme, raccolte nel corso di un anno in almeno sette Stati europei, sottolinea Anna Echterhoff, i cittadini europei potranno “raccogliersi e discutere di questioni europee oltre le loro frontiere nazionali.” Come si dipaneranno queste iniziative è da sperimentare: strumenti utili saranno certamente le reti sociali e internet che “avranno un ruolo essenziale nella diffusione di questa idea di avere un diritto di iniziativa concreta”. L’iter però richiede alta professionalità, ma anche risorse economiche, che dovranno essere rendicontate costantemente e con trasparenza davanti alla Commissione. L’iter implica che la Commissione accolga l’Ice, prima che inizi la raccolta firme. Il regolamento prevede che si possano respingere solo le iniziative per le quali il comitato dei cittadini non è stato costituito secondo norma, se l’iniziativa è palesemente abusiva, di fantasia o vessatoria, se è contraria ai valori dell’Unione, se verte su ambiti di competenza che esulano dalla commissione, cosa per altro particolarmente complessa da valutare. Occorre quindi attendere per vedere se e come, concretamente, questo strumento modificherà la vita democratica nell’Unione. Il sistema comune di tasse sul valore aggiunto. La Commissione ha messo sotto la lente d’osservazione la tassa sul valore aggiunto per due motivi: da un lato perché “prevede di armonizzare il sistema sull’Iva per contribuire al rafforzamento del mercato unico interno”, spiega Britta Tilgner; “per altro verso, i gettiti dell’Iva rappresenterebbero una grande fonte di entrate per l’Ue, in misura pari a 14 miliardi di euro di risorse proprie all’anno”. In un documento del dicembre 2011, frutto di una consultazione pubblica sull’eventuale riforma di questo ambito, la Commissione “ha deciso di abbandonare il principio per cui si voleva calcolare l’Iva sulla base dei tassi applicati nei Paesi d’origine”. “Politicamente, commenta la Tilgner questa opzione non è praticabile e occorrerà che la commissione metta l’accento sul miglioramento delle misure attuali relative alla tassazione nei Paesi di destinazione”. In ambito di esoneri fiscali concessi alle organizzazioni senza scopo di lucro, “la Commissione ritiene che esse beneficino già dei vantaggi fiscali in forza di esoneri fiscali applicati alle attività di interesse generale e concesse alle piccole imprese”. Ulteriori agevolazioni sono eventualmente di competenza degli stati membri. Quanto ai tassi di imposta ridotta applicati ai beni di prima necessità, alle attività di ricreazione… – è allo studio di sostituirli con tassi di imposta normale più bassi. Questa modifica, che significherebbe il passaggio da un sistema di imposte dirette a un sistema di imposte indirette, peserebbe soprattutto sulle spalle delle famiglie e dei più poveri, in una prospettiva di esclusiva tutela del mercato e non in chiave di economia sociale di mercato, come invece prevede il Trattato di Lisbona.