ROMANIA

Non ad ogni costo

I vescovi sulla procreazione assistita con il ricorso ad un terzo donatore

“Un attacco alla dignità della persona, all’integrità della famiglia ed in modo implicito all’equilibrio della vita sociale”. Così mons. Cornel Damian, vescovo ausiliare di Bucarest e presidente della Commissione per la famiglia della Conferenza episcopale romena, definisce il “Progetto di legge riguardo la riproduzione umana assistita con terzo donatore” varato dal Governo e che si trova ora al Senato per essere adottato oggi con procedimento di urgenza. In una lettera aperta indirizzata a Mihai-Răzvan Ungureanu, primo ministro della Romania, a Vasile Blaga, presidente del Senato, a Claudia Boghicevici, ministro del Lavoro, Famiglia e Solidarietà sociale, e a Ladislau Ritli, ministro della Sanità, la Conferenza episcopale romena esprime il suo disaccordo per il “Progetto di legge”, sollecitandone il ritiro. Vicino ai genitori che non possono avere i figli. “La Chiesa – si legge nella lettera – è stata ed è sempre vicina a quei genitori che desiderano, ma non possono avere dei figli a causa dell’infertilità, e comprende la loro sofferenza. Nello stesso tempo, la Chiesa desidera ricordare che il dono inestimabile della maternità e della paternità non può essere ottenuto ad ogni costo. Il bambino rimane sempre una persona umana e non può essere considerato un prodotto di laboratorio”. Il “Progetto di legge” varato dal Governo si trova ora al Senato per essere adottato con procedimento d’urgenza. I vescovi cattolici della Romania hanno analizzato attentamente il testo e con la lettera aperta indirizzata alle autorità politiche del Paese “desiderano portare alla conoscenza la posizione della Chiesa Cattolica riguardo la vita nascente e la dignità della procreazione”. Un’alterazione delle relazioni familiari. A questo proposito il vescovo Damian ricorda l’istruzione della Congregazione per la dottrina della fede “Donum vitae”, sul rispetto della vita umana nascente e la dignità della procreazione. “Il rispetto dell’unità del matrimonio e della fedeltà coniugale esige che il figlio sia concepito nel matrimonio; il legame esistente tra i coniugi attribuisce agli sposi, in maniera oggettiva e inalienabile, il diritto esclusivo a diventare padre e madre soltanto l’uno attraverso l’altro”. Alla luce di questa convinzione, secondo la Chiesa cattolica “il ricorso ai gameti di una terza persona, per avere a disposizione lo sperma o l’ovulo, costituisce una violazione dell’impegno reciproco degli sposi e una mancanza grave nei confronti di quella proprietà essenziale del matrimonio, che è la sua unità. La fecondazione artificiale eterologa lede i diritti del figlio, lo priva della relazione filiale con le sue origini parentali e può ostacolare la maturazione della sua identità personale. Essa costituisce inoltre una offesa alla vocazione comune degli sposi che sono chiamati alla paternità e maternità: priva oggettivamente la fecondità coniugale della sua unità e della sua integrità; opera e manifesta una rottura fra parentalità genetica, parentalità gestazionale e responsabilità educativa. Tale alterazione delle relazioni personali all’interno della famiglia si ripercuote nella società civile”.L’origine della persona umana. Per questo, la Chiesa cattolica in Romania considera che il “Progetto di legge riguardo la riproduzione umana assistita con terzo donatore” sia “un attacco alla dignità della persona, all’integrità della famiglia ed in modo implicito all’equilibrio della vita sociale”. Ed aggiunge: “L’origine di una persona umana è in realtà il risultato di una donazione. Il concepito dovrà essere il frutto dell’amore dei suoi genitori. Non può essere voluto né concepito come il prodotto di un intervento di tecniche mediche e biologiche: ciò equivarrebbe a ridurlo a diventare l’oggetto di una tecnologia scientifica. Nessuno può sottoporre la venuta al mondo di un bambino a delle condizioni di efficienza tecnica valutabili secondo parametri di controllo e di dominio”. La lettera si conclude pertanto con la richiesta “per il bene comune della società e della famiglia, come anche per la dignità di ogni persona”, del ritiro del “Progetto di legge”.