UNIONE EUROPEA

Investire per crescere

Horizon 2020 presentato agli eurodeputati

Il pacchetto Horizon 2020, l’ottavo programma quadro di ricerca Ue per il periodo 2014-2020, è arrivato al Parlamento europeo dopo essere stato già presentato nella sede della Commissione lo scorso 30 novembre. Robert-Jan Smits, direttore generale della ricerca e innovazione della Commissione, è intervenuto alcuni giorni or sono nel corso della commissione industria, ricerca ed energia dell’Euroassemblea, per presentare il pacchetto da 80 miliardi di euro in sette anni, destinati – almeno nelle intenzioni – a rilanciare la crescita e la competitività in Europa.Tre obiettivi principali. Obiettivo di Horizon 2020 è "stimolare direttamente l’economia, garantendo la base scientifica, tecnologica e la competitività industriale per il futuro", favorendo allo stesso tempo una società "più intelligente e sostenibile". Smits ha chiarito che Horizon 2020 indirizzerà le risorse verso tre priorità. Primo obiettivo: elevare l’eccellenza della base scientifica europea e garantire una produzione costante di ricerca a livello mondiale per assicurare la competitività dell’Europa a lungo termine. Sono previsti al riguardo 24.598 milioni di euro al fine di sostenere le idee migliori, sviluppare i talenti in Europa, fornire ai ricercatori accesso a infrastrutture di ricerca prioritarie e "rendere l’Europa il luogo ideale per i migliori ricercatori del mondo". Secondo aspetto: potenziare la leadership industriale dell’Europa. Questa priorità intende fare dell’Europa un luogo più attraente per investire nell’innovazione. Il finanziamento prevede 17.938 milioni di euro per migliorare le tecnologie industriali, per incentivare il potenziale di crescita delle aziende, fornendo loro livelli adeguati di finanziamento e, infine, per aiutare le piccole e medie imprese innovative a trasformarsi in imprese leader a livello mondiale. Migliorare la vita dei cittadini. Infine, verranno stanziati 31.748 milioni di euro per affrontare le principali preoccupazioni condivise da tutti i cittadini europei, come i cambiamenti climatici, lo sviluppo sostenibile dei trasporti e della mobilità, una più accessibile energia rinnovabile, la garanzia della sicurezza alimentare e la sfida dell’invecchiamento della popolazione. In particolare, lo sviluppo sostenibile sarà un obiettivo generale del futuro programma quadro. I finanziamenti specifici per il clima e per l’efficienza sotto il profilo delle risorse saranno integrati dagli altri obiettivi specifici di Horizon, di modo che almeno il 60% della dotazione complessiva della ricerca sia collegata allo sviluppo sostenibile. Ma la grande novità introdotta da Horizon 2020 è che, per la prima volta, vengono raggruppati in un programma unico gli investimenti dell’Ue destinati alla ricerca. Questo significa – è stato detto durante l’incontro con la commissione parlamentare – "legare il progresso scientifico a prodotti e servizi innovativi che offrano opportunità imprenditoriali e cambino in meglio la vita dei cittadini". In questo modo si dovrebbero ridurre drasticamente anche le procedure burocratiche. La volontà è quella di semplificare norme e procedure per attirare più ricercatori e allo stesso tempo fornire una gamma più ampia di imprese innovative. I finanziamenti offerti da Horizon 2020 saranno di più facile accesso grazie a un’architettura semplificata del programma e a minori formalità amministrative. Fare i conti con la crisi. La recessione innescata dalla crisi finanziaria del 2008 ha inevitabilmente costretto le autorità nazionali di tutta Europa a far fronte alla crisi del debito pubblico. In tale contesto, il consolidamento dei bilanci pubblici e le riforme strutturali sono necessari, ma non sufficienti. Per garantire la competitività globale dell’Europa occorrono anche investimenti – è questa la convinzione diffusa – nel settore della ricerca e nell’innovazione. Ed è proprio questo l’obiettivo di Horizon 2020. Alla luce della programmazione in corso, nel 2012 continueranno i negoziati tra il Parlamento e il Consiglio sulla base delle proposte della Commissione per il bilancio pluriennale 2014-20, che comprenderà anche i fondi per Horizon. Nel 2013 è prevista l’adozione degli atti legislativi da parte del Parlamento e del Consiglio, mentre sarà il primo gennaio del 2014 la data cruciale per il lancio effettivo del programma quadro.” “” “Vescovi europei: no alla ricerca sulle staminali"La ricerca sulle cellule staminali embrionali umane non è più brevettabile nell’Ue", è "eticamente problematica" e "sempre meno promettente dal punto di vista clinico". Con una nota diffusa pochi giorni dopo la presentazione di Horizon 2020, la Comece (Commissione degli episcopati della Comunità europea, www.comece.org) invitava la Commissione Ue "a escludere la ricerca sulle cellule staminali embrionali umane" dal programma di finanziamento della ricerca per il periodo 2014-2020, e a concentrarsi invece "sul campo più innovativo e promettente della ricerca sulle cellule staminali alternative". La Comece segue da vicino gli sviluppi del dibattito attorno a Horizon, attualmente in corso nelle sedi comunitarie.