ERASMUS
Un percorso europeo che verrà celebrato fino al 9 maggio
“Erasmus è uno dei grandi successi dell’Unione europea ed è il nostro programma più conosciuto e popolare”. Androulla Vassiliou, responsabile per l’istruzione e i giovani all’interno della Commissione europea, ha aperto il 30 gennaio una conferenza intesa a celebrare i 25 anni del programma Erasmus; le iniziative in tale direzione proseguiranno fino al 9 maggio, con una conferenza di follow-up a Copenaghen e numerose iniziative su scala nazionale.Novità in vista. “Gli scambi Erasmus consentono agli studenti di migliorare le loro conoscenze delle lingue straniere e di sviluppare abilità come l’adattabilità, migliorando le loro prospettive occupazionali”, ha specificato Vassiliou. Erasmus offre inoltre “agli insegnanti e al personale degli istituti di istruzione l’opportunità di vedere come funziona l’istruzione superiore in altri Paesi” così da poter riportare in patria iniziative originali, metodologie di formazione, prassi innovative. Durante la conferenza, la commissaria cipriota ha riconosciuto che “le richieste di partecipazione superano di gran lunga le risorse disponibili in diversi Paesi”. Questo è uno dei motivi “per cui prevediamo di estendere le opportunità di studio e di formazione all’estero nell’ambito del nuovo programma che abbiamo proposto in tema di formazione e gioventù”, denominato “Erasmus for All”, che dovrebbe mettere ordine, a partire dal 2014, nei diversi programmi e offerte formative finanziate dall’Unione. Le destinazioni. Nell’anno accademico in corso più di 250mila studenti beneficeranno del programma Erasmus. “Le destinazioni più popolari – spiega la Commissione – tra i giovani sono la Spagna, la Francia, il Regno Unito, la Germania e l’Italia”. Nonostante il fatto che Bruxelles abbia stanziato per Erasmus quasi 3 miliardi di euro per il periodo 2007-13 i fondi si sono rivelati insufficienti rispetto alle richieste, confermando la bontà delle proposte. In tal senso si stanno valutando nuove soluzioni di bilancio. Anche il presidente dell’Esecutivo, José Manuel Barroso, ha voluto sottolineare l’importanza di tale opportunità formativa e di scambio culturale tra i giovani di diversi Paesi. “L’impatto di Erasmus è stato enorme” in questo quarto di secolo, “non solo per i singoli studenti, ma per l’economia europea nel suo insieme”. Con il sostegno che il programma conferisce “a un insegnamento di qualità elevata e a sistemi di istruzione superiore moderni, con strette correlazioni tra il mondo accademico e quello imprenditoriale, esso ci aiuta a sormontare le carenze di qualifiche”. Per Barroso il programma spalanca la possibilità di lavorare all’estero, cercando di evitare che i giovani restino “intrappolati nella dimensione geografica del lavoro”.Dai libri al lavoro. La mobilità resa possibile da Erasmus è al centro – come si è evidenziato durante l’incontro di Bruxelles – della strategia della Commissione “per lottare contro la disoccupazione giovanile, ponendo maggiormente l’accento sullo sviluppo delle abilità”. A proposito di “Erasmus for All” è stato spiegato che esso riunirà tutti gli attuali programmi comunitari nel campo dell’istruzione, della formazione e dello sport, sostituendo sette programmi esistenti (il “Programma di apprendimento permanente”, che comprende Erasmus, Leonardo da Vinci, Comenius, Grundtvig; Youth in Action; Erasmus Mundus; Tempus; Alfa; Edulink; “Programma di cooperazione bilaterale con i Paesi industrializzati”) e fondendoli in un unico programma. “L’obiettivo è di offrire a 5 milioni di persone, quasi il doppio rispetto a oggi, la possibilità di studiare o svolgere attività didattica o di formazione all’estero”. Questa proposta della Commissione è all’esame degli Stati membri e del Parlamento europeo. In 25 anni tre milioni di studenti da 33 PaesiTutti gli studenti che abbiano completato almeno il primo anno di studi universitari possono accedere a un periodo di studio Erasmus all’estero, che può durare da 3 a 12 mesi, e fa parte integrante del corso di studi presso l’ateneo o altro istituto di istruzione superiore di provenienza. Al periodo di apprendimento all’estero, purché completato con successo, viene accordato un pieno riconoscimento accademico. Partecipa al programma Erasmus la maggior parte delle università e degli altri istituti di istruzione superiore dell’Unione. Dal 1987 a oggi hanno usufruito di corsi Erasmus quasi 3 milioni di giovani europei di tutti i Paesi (sono 33 le nazioni che prendono parte al programma: i 27 Stati Ue, la Croazia, l’Islanda, il Liechtenstein, la Norvegia, la Svizzera e la Turchia) e di tutti i corsi di formazione, siano essi scientifici o umanistici. La borsa mensile Erasmus (che non copre tutte le spese all’estero ma semmai viene incontro agli studenti e alle famiglie per le spese da questi sostenute per vivere lontano da casa) si aggira mediamente attorno ai 250-300 euro: l’importo viene stabilito a livello nazionale e varia dunque leggermente da Paese a Paese.