CITTADINI UE
Venti anni di impegno per formare una coscienza comune
È stato inaugurato da pochi giorni il 2012 quale “Anno europeo per l’invecchiamento attivo” e già la Commissione e il Parlamento Ue stanno lanciando nuove proposte per il 2013 che vedrà come protagonista il concetto di cittadinanza europea.Venti anni dopo. Perché tornare a parlare di diritti dei cittadini europei proprio nel 2013? Sophie Beernaerts, capo dell’unità “Politica della cittadinanza” della Commissione europea, nel corso della riunione della commissione Petizioni del Parlamento, avvenuta il 12 gennaio, ha ricordato che “nel 2013 si festeggerà il ventesimo anniversario dell’introduzione del concetto di cittadinanza europea sancito dal Trattato di Maastricht. Per questo motivo – ha proseguito l’esperta – l’Europarlamento ha sollevato l’esigenza di approfondire tale tematica sia per sensibilizzare che per informare i cittadini in merito ai loro diritti”. Troppo spesso, infatti, il concetto di cittadinanza viene percepito più come un valore astratto che come una categoria giuridica reale e questo implica un cattivo esercizio di tale principio sia da parte dei governi nazionali che da parte dei cittadini. “Il nostro obiettivo non sarà solo sensibilizzare e informare i cittadini, ma anche creare un clima di solidarietà, di apertura tra i Paesi membri, anche alla luce del delicato momento economico che stiamo vivendo”.Segnalazioni e petizioni. Dal canto suo Nikolaos Salavrakos, deputato europeo e membro della commissione Petizioni, sottolinea che “i cittadini europei presentano diverse difficoltà nel veder riconosciuti i diritti di cittadinanza e ogni anno riceviamo moltissime segnalazioni e petizioni, soprattutto, per quanto concerne il diritto alla libera circolazione di persone, beni e servizi”. Sempre più spesso, infatti, sentiamo parlare di mobilità, ma siamo veramente consapevoli che cosa questa comporti? “I cittadini che risiedono in un Paese diverso da quello di nascita non sono adeguatamente informati in merito ai loro diritti e questo, per esempio, porta, in certi casi, a un abuso di potere da parte dei datori di lavoro”, ha evidenziato il deputato. “È giusto, invece, informare correttamente i cittadini anche alla luce dell’aumento del tasso di disoccupazione all’interno degli Stati membri”. Mobilità, diritti di proprietà, riconoscimento dei diritti per i partner dello stesso sesso e accesso limitato all’esercizio dei diritti di cittadinanza per rumeni e bulgari, sono stati, inoltre, gli altri argomenti al centro del dibattito tenutosi in commissione. Il lavoro non è finito. Il percorso che ha portato all’attribuzione del concetto di cittadinanza europea a tutti coloro che sono cittadini di uno Stato Ue è stato graduale, oltre che connesso all’evoluzione non solo economica ma anche politica, dell’Unione, e il lavoro non si può certo considerare concluso. Il 2013 si accinge, quindi, a essere un anno chiave – così almeno si ritiene nelle sedi comunitarie – per questo cammino, soprattutto alla luce delle elezioni europee del 2014. Da dove partire per poter raggiungere l’obiettivo prefissato? La risposta per l’eurodeputato Miguel Angel Martìnez Martìnez è una: “Tornare a prendere in mano la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione”, oggi annessa al Trattato di Lisbona. Solo “un cittadino consapevole e informato può infatti pretendere il rispetto dei propri diritti”.Risultati tangibili. Sul concetto di cittadinanza europea, e sulle modalità per renderlo operativo ed efficace, stanno lavorando su vari fronti la Commissione e il Parlamento Ue. Fra l’altro l’Esecutivo ha avviato una serie di iniziative affinché l’Ue e i suoi cittadini giungano preparati all’appuntamento del 1° aprile prossimo, quando diventerà operativo il “diritto di iniziativa” (in questo senso è stata promossa una giornata di studio a Bruxelles per il 26 gennaio), grazie al quale un milione di cittadini di almeno un quarto degli Stati membri può invitare la Commissione a proporre atti legislativi in settori di sua competenza. Viviane Reding, vice presidente della Commissione, intervenendo sulla proposta dell’anno europeo dei cittadini, ha spiegato che esso “diventerà l’occasione per ricordare cosa l’Ue può fare per ciascuno di noi”. “A breve – ha insistito la commissaria – l’Ue festeggerà il ventesimo anniversario della cittadinanza europea, acquisizione introdotta con il Trattato di Maastricht”. A 20 anni dall’istituzione della cittadinanza comunitaria, “i risultati tangibili fin qui realizzati influiscono direttamente sulla vita di milioni di persone. Per fare giusto un esempio: andare all’estero oggi vuol dire viaggiare a costi ridotti, attraversare agevolmente le frontiere, beneficiare di garanzie sui pacchetti vacanze, avere accesso all’assistenza medica e telefonare a casa spendendo meno… Lo scopo della Commissione è fare in modo che vengano rimossi gli ultimi ostacoli all’esercizio dei diritti collegati alla cittadinanza Ue”.