CHIESE IN BREVE

Italia, Portogallo, Germania

Italia: essere cristiani in un tempo di crisiDalla crisi economica alle vittime cristiane di attentati dell’integralismo islamico in Nigeria, dal permanere di una religiosità popolare “genuina” all’Anno della fede: si è occupato di molti punti il card. Angelo Bagnasco, presidente dei vescovi italiani, nella prolusione ai lavori del Consiglio permanente che si è aperto a Roma il 23 gennaio. Ricordando le parole del Papa sulla “crisi della Chiesa” che “nel mondo occidentale è crisi di fede”, il cardinale ha affermato: “Senza mitizzare alcunché, è onesto riconoscere che il ritorno ad atteggiamenti più semplici e discreti non significa approdo ad una fede destrutturata o magica, ma è motivo di riflessione più aperta e meno pregiudiziale da parte di una certa modernità artificiosa. Non perché i grandi media ignorano questo fenomeno, noi possiamo a nostra volta svalutarlo o consentire che esso sia trascurabile agli occhi dei nostri amati sacerdoti”. Quindi, il card. Bagnasco ha richiamato l’Anno della fede indetto dal Papa per la Chiesa universale, che inizierà l’11 ottobre 2012 e terminerà il 24 novembre 2013. Circa la “crisi economica” in corso da quattro anni, il presidente della Cei ha ricordato che essa è da collegare “ad altri fenomeni contestuali come la mondializzazione dei processi, le migrazioni, le mutazioni demografiche nei Paesi ricchi, l’offuscamento delle identità nazionali, il nomadismo affettivo e sessuale”. Ha parlato a questo riguardo di “capitalismo sfrenato” che invece di risolverli “crea i problemi”, citando realtà che ha definito “coaguli sovrannazionali”, “talmente potenti e senza scrupoli, tali da rendere la politica sempre più debole e sottomessa”. In tal senso, ha aggiunto, “il dubbio è che si voglia proprio dimostrare ormai l’incompetenza dell’autorità politica rispetto ai processi economici, come se una tecnocrazia transnazionale anonima dovesse prevalere sulle forme della democrazia fino a qui conosciuta, e dove la sovranità dei cittadini è ormai usurpata dall’imperiosità del mercato”.Portogallo: capitali europee cultura e gioventùLa proclamazione per l’anno 2012 delle città di Guimarães come “Capitale europea della cultura”, e di quella di Braga come “Capitale europea della gioventù”, costituisce “un’occasione unica per evidenziare l’antica presenza della Chiesa Cattolica nella regione, e una grande opportunità di evangelizzazione”. Lo ha affermato mons. Pio Alves, in una nota pubblicata dal Segretariato nazionale della Pastorale della cultura (Sncp). Il presidente della Commissione episcopale dei Beni culturali e le Comunicazioni sociali ha spiegato che “il livello raggiunto dall’arte, dalla cultura e dalle tradizioni cristiane a Braga è già molto noto”, ma si è detto certo che “anche coloro che visiteranno Guimarães potranno incontrare notevoli e visibili segnali del profondo radicamento della nostra fede”. L’apertura delle celebrazioni nella Capitale culturale ha avuto luogo il 21 gennaio nel padiglione multiuso della città, con la presenza del nuovo cardinale portoghese, mons. Manuel Monteiro de Castro, e del nunzio apostolico, mons. Rino Passigato. Nell’ambito delle diverse iniziative, è stato reso noto che sul finire del 2012 Guimarães ospiterà un importante incontro del “Pátio dos Gentios”, la nuova struttura vaticana dedicata al dialogo con i non credenti. Il 21 gennaio è iniziato anche il programma “Braga Capitale europea della gioventù”, in riferimento al quale l’arcivescovo mons. Jorge Ortiga ha annunciato che per accogliere e informare al meglio i giovani turisti “si stanno organizzando guide ed itinerari del ricco patrimonio cristiano della regione”; inoltre, tra il 21 e il 28 ottobre, il Segretariato nazionale della Cultura ha programmato un incontro denominato “Villaggio delle Religioni” dedicato alla riflessione sulle più attuali problematiche religiose. I diversi eventi si possono seguire su www.guimaraes2012.pt.Germania: dialogo tra cattolici e protestantiUna svolta ecumenica: la ha auspicata a Bochum il presidente del Bundestag tedesco, Norbert Lammert, nel corso di un dibattito organizzato dalla Chiesa cattolica e da quella protestante della città renana. “Il cinquantenario del Concilio Vaticano II e il cinquecentenario della riforma nel 2017 sono buone occasioni per un nuovo movimento ecumenico”, ha affermato il presidente del parlamento federale. Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa cattolica tedesca Kna, Lammert ha sottolineato che “più che differenze teologiche, nel processo ecumenico esistono differenze organizzative”. Inoltre, “la leadership ecclesiastica non può sottrarsi ai cambiamenti”. Il processo di dialogo avviato in Germania a seguito dello scandalo degli abusi nella Chiesa cattolica è pertanto “degno di essere sostenuto” ma non basta: “La svolta viene dal basso, o non verrà affatto”. Anche Antje Vollmer, ex vicepresidente del Bundestag, ha auspicato un “rinnovamento dal basso”. “Sebbene restino differenze tra cattolici e protestanti”, ha proseguito, “occorre abbattere i muri. Se la Chiesa cattolica si rifiuta di introdurre riforme, ciò potrebbe esserle fatale”, ha concluso Vollmer.