CHIESE IN BREVE
Ungheria: nuova legge sulle Chiese Il Parlamento ungherese ha promulgato la legge sulle Chiese, che riconosce 14 Chiese e comunità religiose già stabilite nel Paese. È stata adottata con 256 voti a favore e 36 voti contrari. Le comunità religiose che hanno presentato richiesta di registrazione supplementare presso il ministero competente mantengono per il momento il proprio status. Si prevede che il Parlamento prenda una decisione in merito entro la fine di febbraio. Secondo il sito www.politics.hu, le norme relative alla tipologia di attività religiose necessarie per il rilascio dello status di Chiesa cambieranno. A partire dal 1° gennaio, un’associazione deve presentare almeno 1.000 firme alla commissione affari religiosi del Parlamento per il passaggio della domanda alla sessione plenaria dello stesso. Tra le condizioni, la nuova legge prevede che la comunità abbia operato a livello internazionale negli ultimi 100 anni o funga da organizzazione da almeno 20 anni in Ungheria.Lituania: indagine su adesione a fede religiosaIl 7% degli abitanti della Lituania riconosce l’autorità morale della Chiesa. La cifra deriva da un’indagine pubblica su un campione rappresentativo di 1.003 soggetti di età compresa tra 18 e 65 anni, eseguita nel 2011 dall’agenzia di ricerche di mercato “Spinter tyrimai” su incarico del portale Delfi. Il 70,2% degli intervistati ha ribadito la propria adesione alla fede religiosa; il 14,3% ha affermato di non avere nessuna fede e il 12,3% ha riconosciuto delle difficoltà a rispondere alla domanda. I giovani (di età compresa tra 18 e 25 anni) sono stati statisticamente più spesso incapaci di definire la propria adesione alla fede. Alla domanda “La Chiesa cattolica è per te un’autorità morale?” è stato risposto affermativamente dal 46,6% degli intervistati, negativamente dal 42,2%, e in modo indifferente dall’11,2%. Il 43,4% degli intervistati ritiene che la Chiesa cattolica sia eccessivamente conservatrice e il 5,5% la considera eccessivamente liberale. Secondo le ultime cifre ufficiali del 2005, il 79% dei lituani afferma di appartenere alla Chiesa cattolica romana, seguita da altre denominazioni cristiane.Repubblica Ceca: un “buono” per incontro giovaniIl Sacramento della Cresima sarà il tema principale dell’Incontro nazionale della Gioventù nella Repubblica Ceca, in preparazione a Zdar nad Sazavou del 14 al 19 agosto. La decisione è il frutto dell’incontro di dicembre tra 40 rappresentanti dei centri giovanili diocesani e i collaboratori del Dipartimento per la Gioventù della Conferenza episcopale. Secondo gli organizzatori l’incontro, patrocinato dall’arcivescovo di Praga, mons. Dominik Duka, e dal ministro per l’Istruzione della Repubblica Ceca, Josef Dobes, “svolgerà un ruolo importante nella preparazione spirituale all’Anno Santo di San Cirillo e Metodio del 2013”. L’evento rappresenta una novità e sarà possibile regalare i buoni di partecipazione, un’idea originale per amici o giovani parenti. La data ultima per la registrazione è il 31 luglio. Per maggiori informazioni: http://zdar2012.signaly.cz. Ucraina: sostegno vocazioni alla vita consacrata “Conformemente alla decisione dell’ultimo Sinodo dei Vescovi della Ugcc, invitiamo tutta la Chiesa a nutrire e sostenere coloro che hanno la vocazione alla vita consacrata”. Lo ha detto il capo della Chiesa greco-cattolica dell’Ucraina (Ugcc), Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, in occasione del tradizionale bilancio dell’anno trascorso con i monaci a Briukhovychi-Leopoli. Per Sua Beatitudine, “la strategia adottata dai vescovi comprende non soltanto la vocazione al sacerdozio, ma anche quella alla vita monastica”. “Ritengo che, tramite la contemplazione di questa dimensione ascetica, vicina all’eternità, tutti possano rendersi conto della grande importanza del ministero della Chiesa e di tutta la comunità nella nostra vita”, ha affermato Sua Beatitudine, invitando i partecipanti all’incontro a collaborare alla redazione di una lettera pastorale alle persone consacrate. Nello stesso tempo, il capo della Ugcc ha espresso la convinzione che la maggior parte delle case provinciali degli ordini monastici e delle congregazioni dovrebbe essere trasferita da Leopoli a Kiev, sostenendo che “questo cambierebbe radicalmente l’immagine della loro presenza all’interno della Chiesa”.