CHIESE IN BREVE
Austria: vescovi per rinnovo consigli parrocchiali Con una lettera pastorale letta l’8 gennaio durante le messe in tutto il territorio austriaco, i vescovi hanno rivolto un appello ai fedeli affinché partecipino alle elezioni dei consigli parrocchiali che si svolgeranno il 18 marzo. In oltre 3.000 parrocchie dell’Austria verranno infatti rinnovati i consigli parrocchiali: un’istituzione che “svolge un ruolo e un compito particolare per una comunità cristiana viva”, in quanto “organo centrale, responsabile per la vita e lo sviluppo della parrocchia”, si legge nel documento. I vescovi hanno sottolineato, inoltre, come il coinvolgimento di donne e uomini laici nella vita parrocchiale accanto al parroco rappresenti “l’espressione della responsabilità comune di tutti i fedeli”. Nella lettera pastorale si esorta a partecipare attivamente alle elezioni, sia con l’individuazione dei candidati, sia con il voto stesso, sia con la preghiera. I vescovi hanno ricordato, tuttavia, che il consiglio parrocchiale non può avere la responsabilità totale dell’andamento della comunità: occorre anche che i fedeli prendano coscienza del loro ruolo e della necessità di collaborare attivamente, poiché “per le diverse attività occorre il sostegno e la corresponsabilità di molti membri della comunità parrocchiale”. Germania: primavera araba e islamizzazioneLa primavera araba origina l’islamizzazione: lo ha affermato a Berlino Obiora Ike, teologo ed esperto dei diritti umani nigeriano, nel corso di una trasmissione dell’emittente tedesca “Deutschlandfunk”. Ike, vicario generale della diocesi di Enugu, ha chiesto un impegno maggiore da parte dei Paesi europei per il rispetto della libertà religiosa e dei diritti umani nei Paesi arabi e in Nigeria. Il teologo ha inoltre criticato gli europei per aver “sostanzialmente” frainteso gli effetti della primavera araba. “L’intero Nordafrica islamico sta introducendo un ordinamento statale islamico”, ha detto Ike, “un movimento anticristiano, antioccidentale” e “una campagna contro i cristiani in tutto il mondo”. “Ciò che gli europei non capiscono”, ha proseguito, “è che non si tratta di una primavera araba in direzione di un’occidentalizzazione, bensì verso l’arabizzazione e l’islamizzazione”. Ike ha fatto l’esempio della Nigeria, in cui il presidente Goodluck Jonathan “fa decisamente troppo poco contro il terrorismo”. “Inoltre, la polizia e l’esercito è zeppo di islamici radicali che chiudono gli occhi davanti agli attacchi ai cristiani o addirittura appoggiano i colpevoli”, spesso sostenuti all’estero “da estremisti e forniture di armi”. “I cristiani in Nigeria si sentono sempre più abbandonati a se stessi anche dalla politica e dalla polizia”, ha aggiunto. “Non è quindi un caso che si siano riuniti in ronde”, poiché “è un diritto naturale difendersi”. Ciononostante, “il dialogo interreligioso deve continuare”, ha ammonito Ike, auspicando una “lotta condotta insieme con i musulmani liberali contro gli estremisti”, sulla base del dialogo e della ragionevolezza.Portogallo: Anno europeo invecchiamento attivo I responsabili delle associazioni cattoliche hanno favorevolmente commentato la proclamazione, da parte delle Istituzioni comunitarie, del 2012 come “Anno europeo dell’Invecchiamento attivo e della Solidarietà tra generazioni”. Secondo il presidente della Federazione degli Istituti della terza età (Fiti), questo evento è in grado di determinare “un cambiamento fondamentale del ruolo sociale degli anziani”. “È auspicabile che l’intera società entri in un’ottica di solidarietà intergenerazionale, capace di garantire la qualità della vita delle persone che invecchiano, ottimizzando i servizi connessi alla sicurezza, alla salute e alla loro attiva partecipazione” ha affermato José Carlos Batalha. A sua volta il presidente della direzione nazionale di “Vita Ascendente”, Élio Abreu, ha affermato che l’Anno europeo deve aiutare a “migliorare la comprensione che il raggiungimento dell’età pensionabile costituisce solo una nuova tappa della propria vita, che va organizzata ed apprezzata in quanto tale”. Il responsabile del Movimento cristiano dei pensionati ha aggiunto che si deve metter fine ad ogni tipo di discorso politico, teorico e demagogico per “affrontare finalmente in modo diretto e concreto i difficili problemi nei quali si dibattono le famiglie in cui sono presenti anziani che necessitano di speciali assistenze”. Manuel Oliveira de Sousa, presidente della Commissione diocesana Giustizia e Pace, ha infine osservato che l’iniziativa europea rappresenta “un’indubbia opportunità per riflettere sugli effetti dell’invecchiamento demografico, e per cercare di sensibilizzare i responsabili politici e l’opinione pubblica sulle problematiche che la maggiore longevità degli individui arreca nei settori del lavoro, delle prestazioni sanitarie, dei servizi sociali, dell’educazione degli adulti, del volontariato, degli alloggi, delle nuove tecnologie e della mobilità sociale”.