CHIESA ED EUROPA (20)
Interviste con i vescovi della Comece: mons. Youssef Soueif (Cipro)
Con l’intervista a mons. Youssef Soueif, arcivescovo di Cipro dei Maroniti, prosegue la serie di SIR Europa dedicata alle riflessioni dei vescovi europei sul processo di integrazione europea e sul pensiero della Chiesa sulla casa comune europea. (cfr SIR Europa 62-63-64-65-66-67-69-71-75-76-77-78-79-82-83-84-85/2011).Quale opinione e quali aspettative hanno i cattolici del suo Paese nei confronti dell’Unione europea?“Accanto ai contributi ai progetti di ordine umanitario, culturale e sociale, i cattolici si aspettano dall’Ue che si adoperi, in generale, per la causa di Cipro, e per la situazione dei villaggi cattolici maroniti in particolare. Si tratta di aiutare tutte le persone a tornare ai loro luoghi d’origine. In questo senso i maroniti si troveranno a tornare ai loro villaggi avendo la possibilità, durante questa fase del problema cipriota, di un accordo particolare, essendo un piccolo gruppo religioso e una minoranza destinata ad essere assimilata nell’insieme della società, se resterà legata ai luoghi d’origine. In questo senso e a motivo delle esigenze umanitarie, un accordo particolare risulterà utile. Così i maroniti conserveranno la loro identità pur contribuendo al grande patrimonio cipriota, connotato da un ricco multiculturalismo. In questo contesto, risulta vitale l’accesso a chiese e monasteri nel Nord dell’isola, alcuni dei quali si trovano nelle zone militari. L’Ue, lavorando in questa prospettiva, aiuterà a stabilire i valori europei”.L’opinione pubblica si basa su un’informazione corretta: pensate che, nella vostra realtà, ci siano informazioni adeguate sulle istituzioni Ue e sulle Chiese europee?“L’idea sull’Ue è legata principalmente ai criteri che Cipro si sforza di applicare nella sua struttura sociale, economica e culturale; è legata anche al fatto che le istituzioni europee potranno aiutare la società civile nel suo sviluppo partendo da progetti di natura differente. La conoscenza delle Chiese è meno diffusa; ciò esige una mobilitazione e un piano d’azione nel contesto di un dinamismo d’interazione tra la Chiesa locale e l’organizzazione allargata”.Quale contributo può dare all’Europa la Chiesa del suo Paese?“Il suo ruolo si determina nelle seguenti dimensioni: è un vero e proprio ponte ecclesiale, culturale e geo-sociale tra il Medio Oriente e l’Europa. Potrebbe testimoniare, a partire dalla sua situazione geo-ecclesiale e geo-demografica, il dialogo culturale nell’aspetto ecumenico e religioso. Potrebbe offrire all’Europa uno stile di vita sociale e culturale in cui la famiglia ritrova il giusto posto nella società e nella vita degli individui. Potrebbe costituire un modello di diversità nell’unità. Potrebbe spingere l’Europa ad affrontare delle sfide riguardanti la pace nella giustizia”.Quale bilancio traete finora del lavoro delle Chiese europee nell’Ue?“Le Chiese nell’Ue attraverso le loro differenti strutture si sforzano di testimoniare lo spirito dell’unità nella diversità, tanto a livello teologico quanto a livello sociale e culturale. Osservano e accompagnano positivamente e con spirito critico lo svolgimento dei programmi delle istituzioni europee, trasmettendo il messaggio della fede insieme alla dimensione spirituale della vita degli uomini. Si sforzano di testimoniare lo spirito di collaborazione tra di loro e con le istituzioni civili, il che mostra, da una parte, la separazione tra Chiesa e Stato ma, allo stesso tempo, è il segno di un’apertura e di una collaborazione per il bene comune e il bene dei cittadini. Sono chiamate a chiarire la Dottrina davanti alle questioni di ordine religioso, sociale, bioetico, ecc. che risultano in contraddizione con quest’ultima e quando il rispetto della persona umana è messo in discussione. Il ruolo della Chiesa e la sua missione consistono nel testimoniare la Risurrezione di Cristo nel mondo vivendo i valori del Vangelo nella società umana, possedendo il Sale della terra e la luce del mondo, aiutando l’uomo ha trovare il senso della sua vita e la vera felicità, che si trova in Dio e nell’amore gli uni verso gli altri”.