TAIZÉ 2011
Berlino: interviste con l’arcivescovo cattolico e con il vescovo luterano
Berlino, città “secolarizzata” ma “accogliente”, l’ecumenismo vissuto, l’importanza dei “valori cristiani” nell’Europa della crisi. Questi sono solo alcuni dei temi affrontati dall’arcivescovo di Berlino, mons. Rainer Maria Woelki, intervistato da Simona Mengascini, inviata di SIR Europa a Berlino, a margine dell’incontro europeo dei giovani organizzato dalla comunità di Taizé, che si sta svolgendo in questi giorni nella capitale tedesca. Mons. Woelki è da soli quattro mesi pastore della diocesi cattolica berlinese e ha accolto il Papa, a settembre, nella sua ultima visita in Germania. È un vescovo “giovane” sia per l’età, 54 anni, sia per l’incarico svolto in precedenza: pastore, per otto anni, della diocesi di Colonia, che ha ospitato la Giornata mondiale della Gioventù del 2005.Unità e pace. Il pastore ha notato che “Berlino è una città secolarizzata” ma “la presenza di tante persone e giovani di differenti nazioni, che vengono qui tutti insieme a vivere la loro fede, è un grosso segno di unità e solidarietà. Questo incontro significa che tanti ragazzi stanno camminando per vivere la propria vita orientandosi verso la fede. Per i cristiani della città l’incontro è un segnale di incoraggiamento”. Mons. Woelki, riflettendo sul il messaggio di Benedetto XVI per la 45ª Giornata mondiale della Pace, “Educare i giovani alla pace e alla giustizia”, che si è celebrata lo scorso 1° gennaio, ha notato che “Berlino è stata una città divisa per tanti anni. L’esperienza di Taizé porta già con sé un messaggio di pace: tante persone di Paesi diversi convergono per ascoltare insieme la parola di Dio e in questa parola sentono unità, un’esperienza che certamente educa alla pace”.Una presenza “importante come non mai”. L’incontro a Berlino ha ancora una volta confermato la buona collaborazione tra le chiese cristiane della capitale tedesca: “A Berlino – ha raccontato l’arcivescovo – c’è un consiglio ecumenico che è composto da 30 comunità cristiane che hanno tradizionalmente un buon rapporto e questo si è visto anche nella preparazione dell’evento. Abbiamo lavorato bene con i fratelli di Taizé, abbiamo organizzato insieme le conferenze stampa, soprattutto per invitare i berlinesi cristiani ad ospitare i giovani”. A questo proposito “moltissimi giovani sono ospitati in famiglia e ho avuto solo feed-back positivi, sia dai partecipanti che dalle famiglie che li hanno accolti. Ho riscontrato un grande affetto, una grande apertura da entrambi i lati; anche la città, nella figura del sindaco, si è impegnata nell’ospitalità e si è dimostrata accogliente”. Mons. Woelki si è poi dichiarato convinto che “la presenza dei cristiani in Europa è importante come non mai: il nostro è un Continente che nasce da una radice giudaico-cristiana che ne ha influenzato profondamente lo sviluppo. Anche se nel tempo l’Europa si è aperta sempre più alle altre religioni, non bisogna pensare che la presenza cristiana si stia smarrendo. E proprio la formazione cristiana delle persone può aiutare a prendere certe decisioni: ad esempio che l’Europa si comporti in maniera accogliente con le persone che vengono qui, in fuga dai loro Paesi a causa di guerre o altri problemi. La solidarietà e la sussidiarietà sono valori cristiani importanti e attuali per i tempi che stiamo vivendo”.Dare un “volto” all’Europa. Da parte sua il vescovo luterano della capitale, Markus Dröge, ha sottolineato a SIR Europa che “il tema della ‘fiducia’ è molto importante in questo tempo in cui viviamo una crisi che ha varie facce: la crisi del debito in Europa, la crisi climatica, i problemi tra Paesi poveri e ricchi e anche, nel nostro Paese, la scoperta scioccante, in questi ultimi mesi, di reti molto ben organizzate tra gruppi neo-nazisti pronti all’azione. In questo contesto l’incontro di Taizé offre una visione di speranza, promuove la ricerca della verità e della solidarietà e fa capire ai giovani che partecipano che si possono affrontare insieme tutti questi problemi”. Mons. Dröge ha sottolineato il clima di particolare collaborazione tra le Chiese e ha ricordato che “l’invito per l’incontro di Taizé è stata un’iniziativa comune mia e dell’arcivescovo cattolico della città”. “Insieme siamo sicuramente più forti – ha poi sottolineato – : a Berlino il 19% della popolazione è protestante, il 9% cattolica e il 7% musulmana. La collaborazione tra le Chiese procede bene e viene data una grande importanza anche al dialogo con i musulmani”. Per il pastore uno dei “motivi forti” dell’incontro di Taizé è stato, in un certo senso, “dare un ‘volto all’Europa’. Tanti giovani insieme da diversi Pesi contribuiscono al futuro del Continente perché mostrano che c’è bisogno anche di spiritualità nelle nostre società. Ma se da un lato è necessario tornare alle radici spirituali che ci sono in ogni Paese d’Europa dall’altro è importante coltivare il dialogo con le altre religioni, per esempio con i tanti musulmani presenti nel Continente e anche con la politica”.