TAIZÉ 2011

La solidarietà è giovane

Dopo l’incontro europeo di Berlino si prepara quello del Roma

Berlino passa il testimone dell’incontro europeo dei giovani a Roma. È stato lo stesso frère Alois, priore della comunità di Taizé, che ogni fine anno organizza questo momento di spiritualità e scambio in una città europea, ad annunciarlo ufficialmente nel corso della preghiera comune del 30 dicembre alla Messegelände, la fiera berlinese, dove dal 28 dicembre al 1° gennaio si sono ritrovati 30.000 giovani cristiani dell’Europa di diverse confessioni, ma anche non credenti, a pregare insieme, incontrarsi e riflettere sul proprio futuro. A Roma, dunque, si svolgerà, nel 2012, il 35° Pellegrinaggio di fiducia sulla terra (28 dicembre – 2 gennaio): la città è già stata sede di questi incontri nel 1980, nell’82 e nell’87, ma il prossimo sarà il primo che avviene senza il fondatore, frére Roger, scomparso nel 2005, e alla presenza di Benedetto XVI. L’appuntamento sarà diverso dal solito e i giovani non si riuniranno per pregare in una struttura fieristica ma nelle grandi basiliche romane e, almeno una volta, a San Pietro, con il pontefice; il Circo massimo sarà invece il luogo in cui i partecipanti si ritroveranno per il pranzo.Pronta ad accogliere. “Accogliamo con tanto entusiasmo e gioia la notizia dell’incontro dell’anno prossimo a Roma, che avviene a 25 anni dall’ultimo – ha dichiarato a Simona Mengascini, inviata di SIR Europa a Berlino, mons. Paolo Mancini, segretario generale del vicariato di Roma -. In base anche alla mia esperienza personale gli incontri avvenuti nella capitale nei primi anni ’80 mi hanno molto aiutato quando ero in un cammino di ricerca vocazionale: ho quindi la speranza che questo evento possa portare un po’ di pace e serenità nel cuore dei giovani che verranno a Roma, e aiutarli a rispondere a quella domanda fondamentale, cosa devo fare della mia vita”. Per don Maurizio Mirilli, responsabile della pastorale giovanile per il vicariato di Roma, “questa è un’occasione importante perché le persone, e i giovani in particolare, si aprano al discorso ecumenico in maniera specifica: l’incontro europeo organizzato dai fratelli di Taizé sarà un’occasione per pregare per l’unità dei cristiani, per sensibilizzare i giovani su queste questioni che nella Roma cattolica è difficile affrontare”. Un percorso di tre anni. Nel corso dell’ultima preghiera comune dell’incontro, il 31 dicembre, tutti i presenti avevano una candela in mano accesa con la fiamma che veniva dalla Grotta di Gerusalemme: frère Alois l’ha definita la “fiamma della solidarietà che ognuno non può tenere per se stesso” e ha annunciato che il tema della solidarietà e della fiducia in Dio, a cui è dedicata la Lettera di quest’anno consegnata a tutti i giovani presenti, saranno al centro di un percorso lungo tre anni che terminerà nell’estate 2015 a Taizé, con un raduno per la solidarietà. Il priore ha poi affermato, nelle sue meditazioni conclusive, che i “tumulti dell’economia globale ci interrogano: crescono le disuguaglianze, anche nei Paesi ricchi, e l’incontrollato sfruttamento delle risorse del pianeta sarà fonte di conflitti domani”. Ma le “soluzioni a questi problemi non sono solo tecniche: gli sconvolgimenti dei tempi che viviamo ci richiedono un cambiamento del modo di vivere”. Per frère Emile il messaggio che emerge da questo incontro è che “dobbiamo tornare alle fonti della fiducia: i sistemi politici sono fragili e dobbiamo rivolgerci a riferimenti più alti che non siano solo umani”: la solidarietà “che sembra una parola tanto abusata può indicare una direzione verso cui può camminare l’Europa”.Un legame particolare. L’incontro di Berlino era ritmato oltre che dalle preghiere comuni alla Messegelände, dai workshop del pomeriggio, che riguardavano vari argomenti, dalla vita spirituale, ai problemi dell’umanità, dall’incontro con rabbini e iman, agli aspetti storici e culturali della città ospite. In questa prospettiva si inserisce l’appuntamento con Katharina Jany, originaria di Berlino est che quando aveva 22 anni ha partecipato all’organizzazione dell’incontro europeo dei giovani a Berlino est, nel 1986. Quella fu l’occasione per far incontrare i giovani cristiani dell’allora Cecoslovacchia e Ungheria con gli altri e “mai, a quel tempo -ha sottolineato – avremmo potuto immaginare che i regimi comunisti sarebbero caduti e la Germania sarebbe stata riunificata”. Ma c’è un legame particolare che unisce le proteste del 1989, che precedettero la caduta del muro, con la preghiera di Taizé: “le manifestazioni – ha raccontato – cominciavano ad Alexanderplatz e terminavano nella zona della chiesa del Getsemani. Le persone arrivavano arrabbiate e preoccupate dalle reazioni della polizia, potevano nascere delle violenze, ma quando giungevano alla chiesa e sentivano i canoni di Taizé, e le preghiere, si creava un clima di pace che calmava gli animi. Entravano tutti: cattolici, protestanti e non credenti”. Un workshop particolare è stato quello che ha visto l’incontro tra i giovani partecipanti e i parlamentari tedeschi. Katrin Göring-Eckardt, vicepresidente del Bundestag (il Parlamento) e presidente del sinodo protestante ha affermato che “Taizé è energia per l’anima”, mentre Wolfagang Thierse, politico originario della Germania dell’Est e membro della consiglio nazionale dei laici cattolici ha notato come nel Paese “c’è separazione tra stato e chiesa, ma piena collaborazione. La politica ha bisogno della chiesa, ma la chiesa ha bisogno della politica per far crescere insieme la società”.