Attualità del pensiero del cardinale Pietro Pavan.

Accettazione del pluralismo politico senza rinunciare alla propria identità. Fiducia nellademocrazia come unica forma di governo compatibile con il rispetto dei diritti fondamentalidell’uomo. Apertura al dialogo con i non credenti. Questi alcuni dei punti chiave del pensierosociale del Cardinale Pietro Pavan, ricordati oggi, ad un anno dalla morte, durante ilConvegno in corso a Roma promosso dalle Suore “Figlie della Chiesa”, in collaborazione conil MASCI e le ACLI. Il Cardinale Pavan è stato, per oltre quarant’anni, uno dei protagonistinell’elaborazione della dottrina sociale cristiana del XX secolo, come esperto del Concilio ecollaboratore di papa Giovanni XXIII. “La Chiesa non può fare a meno del suo pensiero,soprattutto in questo cammino nuovo ed impegnativo del dopo Palermo – ha detto padreAgostino Montan, preside dell’Istituto Pastorale alla Lateranense -. Egli valorizzava l’apportodi tutti, in particolare del laici. Ci ha insegnato come la democrazia sta o cade con i valoriche essa incarna e promuove”.Il rispetto supremo della persona umana e l’idea di una Chiesa fortemente calata nel vissutodegli uomini sono i capisaldi del suo pensiero. “Il card. Pavan ha contribuito a cambiare laprospettiva di una Chiesa che concepiva se stessa come dirimpettaia del mondo – haaffermato mons. Ignazio Sanna, docente alla Lateranense -. Per la Chiesa dunque è finital’epoca di una partecipazione alla storia con un’attività di indottrinamento e unapreoccupazione dall’esterno, e si è inaugurata una convivenza ed una piena solidarietà congli uomini del nostro tempo”.