“Farsi piccoli come bambini, oltre che un imperativo etico, è un motivo di speranza”, affermaGiovanni Paolo II nel suo messaggio in occasione della Giornata Mondiale della Pace che sicelebrerà il 1° gennaio 1996, il cui tema è quest’anno “Diamo ai bambini un futuro di pace”.”Anche là dove la forza del male fosse così prepotente da sgomentare – dice il Santo Padre -la persona che sa ritrovare la semplicità del bambino può riprendere a sperare; è questo unodegli aspetti più profondi e paradossali dell’annuncio cristiano: farsi piccoli, prima cheun’esigenza morale, è una dimensione del mistero della Incarnazione”.”Lo sguardo dei piccoli – scrive il Papa – dovrebbe essere sempre lieto e fiducioso, invecequalche volta è colmo di tristezza e di paura: hanno già penato troppo nei pochi anni dellaloro vita!”. Riferendosi alle guerre degli ultimi anni ed alla Bosnia in particolare, il Papaafferma che “l’uccisione deliberata di un bambino costituisce uno dei segni più sconcertantidell’eclisse di ogni rispetto per la vita umana”.Non manca, nel messaggio, un riferimento alla televisione “i cui programmi propongonosovente modelli di vita irreale o corrotta”. “Così, inseguendo fallaci ideali, l’infanzia rischia diincontrare amarezza e umiliazione, ostilità e odio, assorbendo il vuoto di cui è impregnatol’ambiente circostante”. Il Papa quindi si appella a tutte le organizzazioni umanitarie ereligiose perché moltiplichino i loro sforzi e alla famiglia, perché sia, per i bambini “la primascuola di pace”.