Cinquant’anni fa, a dicembre, si chiudeva a Ferramonti di Tarsia (Cosenza) il più grandecampo di concentramento italiano, costruito nel 1940 per gli stranieri appartenenti a “paesinemici”. Vi furono rinchiusi oltre due mila ebrei, in gran parte profughi dai paesi occupati dainazisti. Eppure il campo fu chiamato “il lager della buona sorte” perchè non solo gli internatinon furono maltrattati, ma addirittura fu loro possibile avere scuole, sinagoghe, attivitàculturali, sportive e ricreative. Il responsabile del campo, maresciallo Gaetano Marrari, per lasua alta testimonianza umanitaria è ricordato in Israele in un obelisco dove il suo nome èscolpito tra quelli degli “eroi” e dei “giusti”. Nella manifestazione al Museo Nazionale diReggio Calabria di domani si chiederà il recupero del campo. Interverranno storici, studiosi eex-internati. A Foggia invece, sempre domani 8 dicembre, si terrà una giornata di raccolta diofferte per il fondo di solidarietà con i disoccupati della diocesi. Il vescovo mons. GiuseppeCasale ha già messo a disposizione la prima somma di 50 milioni di lire derivante dai fondidell’8 per mille. Durante tutto l’Avvento si terranno momenti di sensibilizzazione sul temadella solidarietà sociale in parrocchie, scuole, centri giovanili. La Caritas diocesanaprovvederà poi a distribuire i sussidi nei casi di maggior bisogno.