Ciò che spaventa nel Decreto di sanatoria per i lavoratori stranieri

“Quello che spaventa nel provvedimento di sanatoria per i lavoratori stranieri entrato invigore il 20 novembre scorso è la genesi del decreto-legge: quel suo affondare le radici nelmagma del provincialismo settario e della xenofobia paesana”: è quanto afferma l’avv.Armando Montemarano, presidente della Consulta giuridica dell’Api-Colf, nel suo editorialeper il numero di dicembre del periodico “Impegno”. La rivista viene diffusa gratuitamente trale oltre 10 mila assistenti familiari aderenti all’associazione e inoltre raggiunge i datori dilavoro, i vescovi italiani, tutte le aggregazioni cattoliche della Consulta dei laici e tutti idirettori Inps d’Italia. “La solidarietà – afferma Montemarano – è un valore troppo grande persacrificarlo all’opportunismo della politica”. Secondo il legale “i flussi migratori clandestininon cesseranno nè diminuiranno fin quando i datori di lavoro saranno costretti ad assumere ilavoratori quando si trovano ancora nei Paesi d’origine, vale a dire senza neppure sapere chisiano: e chi affiderà i propri figli o i propri beni ad una persona mai vista nè conosciuta?”.L’Api-Colf si batte perchè i clandestini che da tempo lavorano in Italia possano uscire “dallapaura e dai ricatti dell’illegalità”, tenendo conto di un “pregio incommensurabile degli italiani:l’universalità della loro cultura”.