E’ stato reso noto oggi il Messaggio del Consiglio Permanente della Cei per la XVIII Giornata mondiale per la Vita, che si celebrerà il 4 febbraio. Di fronte alle “violenze degli adulti sui minori – silegge nel messaggio – all’aborto, ai bambini uccisi appena nati, alla fabbricazione esoppressione di embrioni umani in provetta” occorre domandarsi “chi è l’uomo, quale valoreha la vita di ogni essere umano” e se “il diritto a vivere possa dipendere dalla decisione dellamadre, del medico o dell’autorità dello Stato. E c’è un solo modo per rispondere a questedomande: il riconoscere che il valore” della vita “trascende l’uomo stesso, perché la suaorigine è in Dio creatore.”Nel messaggio dei Vescovi si legge poi che “quanto più è rigorosa e coerente l’affermazionedel valore dell’essere umano e della sua vita tanto più si costruiscono ponti tra credenti e noncredenti” perché “la cultura della vita è cultura di solidarietà. Essa include tra i poveri anche inon nati e i minacciati dall’eutanasia.”Il messaggio sottolinea inoltre che “questa nuova stagione di impegno per la vita ha bisognodella donna” ed auspica, richiamandosi alle parole del Santo Padre, “un ‘nuovo femminismo’capace di esprimere il rapporto profondo tra la donna e la vita. A partire dalla donna e da leisollecitate potranno essere coinvolte nella promozione della vita le famiglie intere, lacomunità cristiana e la società civile.”