4 al 15 settembre: lo scrive p. Giancarlo Politi in un editoriale del prossimo numero della rivista “Mondo e missione”. La rivista offre, tra l’altro, la testimonianza di una giovane infermiera cinese a lungo attiva in un ospedale di Pechino dove, scrive il missionario, “venivano eseguiti aborti al nono mese di gravidanza, mediante iniezioni letali nel cranio dei bambini al momento del parto”.”Non posso nascondere – continua p. Politi – per l’esperienza accumulata nei 23 anni passati in missione in quelle terre, la mia sorpresa alla notizia della scelta di Pechino”. Infatti in Cina, spiega il missionario, “governa un regime che ha al suo attivo una delle pi spietate persecuzioni contro i propri cittadini. In 46 anni, decine di milioni di persone sono state gettate in carcere, in campi di lavoro o fisicamente eliminate, per le ragioni pi futili. Da decenni continua una folle e criminale politica di capillare controllo forzato delle nascite messa in atto dal governo” con strumenti quali “le ‘quote di nascite’, le ‘misure riparatrici’ contro i concepimenti non autorizzati, gli aborti forzati, le continue pressioni sulle donne per piegarle a queste scelte. Se dunque le Nazioni Unite hanno scelto Pechino lo hanno fatto, fuor di dubbio, per ragioni di convenienza politica”.