” E’ la domanda che pone don Luigi Guglielmoni, autore di numerose pubblicazioni sull’etica sportiva in una dichiarazione al Sir. “La festosit… della premiazione apparsa in stridente contrasto con l’incidente, mettendo in evidenza – aggiunge il sacerdote – come oggi lo sport sia asservito ad interessi economici e spettacolari. Significativo stato l’atteggiamento di tanti colleghi di Fabio Casartelli: il pianto sincero, il rifiuto di rispondere alle domande dei giornalisti, il desiderio di rimanere soli… forse anche lo sport ha bisogno di riflettere sul senso della vita, sul suo servizio all’uomo concreto, sul mistero della vita e della morte, senza limitarsi alle reazioni emotive o a discutere sulle norme di sicurezza”.