Un “episodio increscioso e da condannare” ma che “non si sarebbe verificato se nelle scuole materne comunali fosse applicata la normativa concordataria”. Mons. Cesare Nosiglia, Vescovo ausiliare di Roma commenta, in un’intervista rilasciata oggi al Sir, il caso del bambino ebreo punito per non essersi fatto il segno della croce. “Di fronte a fatti come questi – aggiunge il Vescovo – giusto richiamare con forza l’opinione pubblica e soprattutto i docenti al rispetto degli elementari diritti del bambino e della sua famiglia in materia religiosa come in ogni altro ambito umano, culturale e sociale”. Per il caso accaduto a Roma, sottolinea mons. Nosiglia “va deplorata la strumentalizzazione che si voluta attivare contro l’ora di religione quando noto che il fatto non avvenuto durante l’insegnamento confessionale della religione cattolica (Irc), l’insegnante non aveva ricevuto l’idoneit… a tale insegnamento da parte del Vicariato e l’attuazione della normativa concordataria non era ancora stata attivata da parte del Comune di Roma nelle sue scuole”. Riferendosi alle indicazioni della Cei in questa specifica materia, mons. Nosiglia aggiunge che essa “ha elaborato i programmi di educazione religiosa nella scuola materna impostandoli su una serie di attivit… didattiche idonee a condurre i bambini a maturare atteggiamenti e comportamenti aperti ai grandi valori della pace e della solidariet…, dell’accoglienza e del rispetto verso ogni persona, al di l… del colore della sua pelle o della sua religione, sesso e cultura”. Pertanto, conclude il Vescovo, “si pu onestamente affermare che l’Irc contribuisce a educare i bambini a valori che si collocano all’opposto di quanto successo”.