(Clotz e Riva del Garda) con quelle di Puskin e di S. Alessandro a S. Pietroburgo.questa la valutazione di don Pietro Gabella, direttore dell’Ufficio per la Pastorale dei Rom e dei Sinti della Fondazione Cei “Migrantes”, intervistato dal Sir in relazione alla vicenda dei quattro bambini Rom morti sabato nel rogo della loro roulotte a Milano. “Si deve evitare di pensare che sono gli zingari i responsabili della disgrazia, ma anche di dare addosso alla societ…, che sembra abbandonarli nella precariet…, perch si tratta di due strumentalizzazioni – ha detto don Gabella -. La precariet… fa parte integrante della cultura nomade, che va rispettata nelle sue differenze da quella occidentale”. Ma, allora, cosa imparare da queste disgrazie? “Le pezze che si sovrappongono non servono a niente. Da parte della societ…, sono episodi che devono far riflettere. Dal punto di vista dei nomadi invece bisogna ricordare che la natura non pu fare dei salti e ogni gruppo sociale deve camminare con lentezza verso il suo futuro senza che nessuno dall’esterno forzi questo cammino. La nostra cultura e quella nomade hanno tempi diversi e non ci si pu aspettare, nemmeno dopo disgrazie come questa, cambiamenti radicali e immediati”. Secondo una stima della Fondazione Migrantes i nomadi in Italia sono oltre 60.000 e, in alcuni periodi, raggiungono il numero di 100.000.