“Cisono dei mondi o dei particolari ambienti in cui difficile che il cristianesimo entri per irradiazione, attraverso leparrocchie. Pensiamo ad esempio il mondo della tossicodipendenza: chi entra in questo mondo sofferente?”: cos il card.Silvano Piovanelli, arcivescovo di Firenze, pone la questione della evangelizzazione dei cosiddetti “lontani”, specie degliambienti pi di frontiera e di emarginazione. Nell’intervista per “Toscana Oggi”, in occasione dell’uscita della sua letterapastorale “Siate testimoni”, il cardinale sottolinea che in tali ambienti “bisogna mandare uno che condivida l’uomo e lasituazione, fino al punto da starci dentro”. Cos per il mondo delle carceri, aggiunge, o per quello degli immigrati. Mal’arcivescovo rileva che tra i “lontani” va considerato anche il mondo della cultura. “Certo – dice – qui il contatto c’ perirradiazione, ma una proposta forte la si ha se abbiamo qualcuno che come inviato vive questa realt…, non per imporre leproprie idee, quanto per incarnarsi in quella situazione”. Davanti alla questione dei “lontani”, comunque, per Piovanellioccorre che i cristiani si interroghino a fondo: “Il problema non la posizione in cui lui, ma quella in cui sono io. Se lui lontano segno che io non mi sono fatto prossimo. Perci la parola ‘lontani’ non definisce la responsabilit… degli altri,ma la nostra”.