E’ uno dei dati che emergono da una ricerca condotta dall’Osservatorio sulla Comunicazionedell’Università Cattolica, i cui risultati sono illustrati sul prossimo numero della rivista”Letture” dei Periodici San Paolo. “Il 97% dell’offerta televisiva è invece di altro tipo – risultaancora dalla ricerca – ed il dato è tanto più significativo in rapporto al fatto che nel nostroPaese l’offerta televisiva è vastissima e tra i maggiori consumatori di tv si trovano proprio igiovani, soprattutto in età scolare”.La ricerca denunzia inoltre “l’evidente scompenso tra la programmazione della Fininvest,dedicata al 91% ai giovani, e quella della Rai, che vi riserva solo il 9%. E’ dunque evidenteche la strategia della Fininvest ha da tempo sviluppato un interesse per l’area giovanile, vistacome centro di forte espansione dei consumi, mentre la Rai ha scoperto solo recentementela necessità di mirare a questo pubblico nel tentativo di recuperare un’audience che siallontana progressivamente dalle sue reti.”La ricerca rivela inoltre che “la programmazione giovanile della Fininvest è di produzionenazionale al 51% e straniera, in particolare americana, al 49%, mentre quella della Rai ènazionale solo al 34% e straniera al 66%”.