La sfida più radicale del nostro tempo è “la tentazione dell’uomo di rifiutare Dio proprio innome del suo essere ‘uomo’”. Lo ha detto il card. Paul Poupard, presidente del PontificioConsiglio della Cultura, introducendo i lavori del Colloquio internazionale sul tema “Allesoglie del terzo millennio: la sfida del secolarismo e l’avvenire della fede”, in svolgimentopresso la Pontificia Università Urbaniana di Roma, promotrice dell’iniziativa insieme con ilPontificio Consiglio della Cultura. Delineando i caratteri di una “visione religiosa” e di una”visione secolarista” del mondo, Poupard ha messo in evidenza l’interrogativo che attraversala società secolarizzata: “i valori secolarizzati possono sopravvivere senza un riferimentoall’orizzonte religioso?”. Domanda, questa, resa possibile da un “fenomeno nuovo”verificatosi all’interno della stessa società secolarizzata: “il ritorno aperto, anche se confuso,del sacro. L’uomo di oggi cerca nuove ragioni per sperare; il futuro dell’umanità è nelle manidi coloro che sono capaci di trasmettere agli uomini di domani ragioni di vita e di speranza”.La Chiesa, in questa prospettiva, è chiamata a favorire “il dialogo fecondo delle culture” traloro perché si aprano “ai valori dell’universalità”, ha sottolineato il card. Josef Tomko,prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli e Gran Cancelliere dellaPontificia Università Urbaniana, “in vista di quella cultura planetaria che ritrova nel Vangelo ilcomune denominatore, aggregante e illuminante sui destini dell’uomo”.