“Negli Stati Uniti , i problemi di tolleranza religiosa non derivano dal popolo ma dalle decisioni della Corte Suprema” – è quanto afferma, in un’intervista al Sir, GeorgeWeigel, presidente dell’Ethic and Public Policy Center. Weigel è uno degli opinionisti cattolicipiù ascoltati in America ed interverrà al convegno internazionale su “Secolarismo e libertàreligiosa” che si terrà a Roma, presso il Pontificio Ateneo Regina Apostolorum, dal 5 al 7dicembre. Secondo Weigel, “gli Stati Uniti sono un Paese dove convivono un’infinità direligioni e la tolleranza religiosa è per la maggior parte degli americani un obbligo”.Tuttavia, afferma Weigel “durante gli ultimi 45 anni, la Corte Suprema ha invertito più volte ilsignificato della libertà religiosa”, interpretando a suo modo l’affermazione contenuta nellaCostituzione Americana che prevede che “non debba esserci nessuna religione di Stato”. LaCorte ha così favorito “una legittimazione del secolarismo applicato agli affari pubblici”, edun “travisamento non accettabile e pericoloso per la democrazia perchè stabilisce il principiosecondo cui molti americani non possono esprimere le loro convinzioni religiose nella vitapubblica”.