“Io dico che non c’é da fidarsi…non me la sento di fare salti di gioia. Gli accordi di Daytonhanno legalizzato la pulizia etnica, giustificato il diritto del più forte. Non è una pace fondatasulla giustizia. Forse é un prolungamento della guerra, solo meno feroce, ma non menodrammatico. Abbiamo il cuore stanco, ma restiamo scettici. Quello americano é uncompromesso acrobatico, bizantino, di cui l’America e il suo presidente non potevano fare ameno”. Con queste parole l’arcivescovo di Sarajevo, card. Vinko Pulijc, interviene sulnumero di “Famiglia Cristiana” che sarà in edicola da domani. Sempre a riguardo della finedella guerra in Bosnia. il cardinale commenta: “Si mandano truppe Nato armate fino ai denticon maggiore potere di reazione militare, proprio ora che ci sarebbe la pace. Invece i povericaschi blu avrebbero dovuto mantenere la pace con risorse limitatissime, quando la pacenon c’era. Mi permetto di rilevare che doveva accadere il contrario”. Inoltre, aggiungel’arcivescovo, “non si può credere ad un accordo che parla genericamente di ritorno deiprofughi. Dove torneranno? A rivivere nei villaggi dell’incubo il ricordo di massacri inauditi?L’idea buona era quella dei Cantoni, poi si poteva trattare per fissare le forme dicooperazione. Qui invece tutti coltivano dei sogni: la Grande Serbia, la Grande Croazia, loStato musulmano. Ma sono tutti sogni sbagliati”.