“Da questi lavori emergono due aspetti del problema – afferma Francesco Casetti, docente diComunicazione sociale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Da unaparte un richiamo antropologico forte, un’idea della comunicazione intesa come comunione,costruzione di relazioni e non semplice trasmissione. La Chiesa – è stato detto – non deveporsi il problema di avere un’audience ma di fare comunità e in quest’ottica un giornalinolocale può fare molto di più di una televisione nazionale”.”Sull’altro versante – ha aggiunto Casetti – non è mancato un riferimento molto tecnico aiproblemi della comunicazione, agli strumenti, ai meccanismi dei mezzi di comunicazione dimassa e ai nuovi media. Per quanto riguarda una più efficace sinergia tra i media cattolici,poi, si è tenuto conto delle esperienze di altri Paesi”.Casetti si è comunque dichiarato soddisfatto poiché “nel corso dei lavori è stata sottolineatala necessità non solo di migliorare i collegamenti tra media cattolici ed incrementarne laprofessionalità di chi li gestisce, ma anche di formare professionisti che operino nei medialaici”.