E’ il duro giudizio di Sergio Zavoli, nell’introdurre gli ospiti al dibattito su “L’Italia pontedell’Europa nel Mediterraneo: il ruolo culturale dei cristiani” che si è tenuto ieri sera sullamotonave “Splendid” alla presenza dei 540 delegati partecipanti all’ambito “cultura ecomunicazione sociale” del Convegno ecclesiale di Palermo. “Il problema dell’intolleranza edella violenza è una prova estrema della divisione tra gli uomini, una rottura dell’unicità”, hadetto Zavoli. Sono contento poi che questa Chiesa italiana abbandona i poteri di Roma eviene qui a prendere il posto di Pilato, nel senso della compromissione, per dire chi è e cosavuole. Testimone, giudice e a volte complice della tragedia delle sofferenze umane, maanche insanguinata dal martirio dei suoi sacerdoti”.Entrando nel tema del dibattito il giornalista ha poi detto che “il villaggio globale è una dellepiù grandi menzogne per tacitare le coscienze, perché il potere ha bisogno di far credere cheessere protagonisti e testimoni allo stesso tempo del medesimo evento sia la stessa cosa”.Invece, ha aggiunto Zavoli, ” Eppure in un epoca nata dai lumi ci sono due miliardi di uominiche ancora non conoscono la luce.viviamo un tempo in cui la velocizzazione della storia l’hatrasformata in tanti coriandoli impazziti di cui non c’è memoria. E sono proprio i comunicatoria spargerli nell’aria. Non siamo più né qui né là, viviamo nella civiltà della parentesi, senzatempo per riflettere. Questa è una tragedia che dobbiamo alle ideologie divenutepseudoreligioni. Ecco perché sono convinto che la Chiesa oggi debba prioritariamenteadempiere la sua opera di evangelizzazione nel mondo della cultura e del potere per ridareai suoi protagonisti un’anima”.