E’ necessario che il mondo cattolico traduca in atti concreti la dottrina sociale contenuta neidocumenti della Chiesa. Lo sostiene una nota del Sir a commento della tavola rotondasvoltasi ieri nell’ambito del Convegno ecclesiale di Palermo, che ha visto confrontarsiMassimo Cacciari, Ernesto Galli della Loggia e Saverio Vertone sul tema “Istanze spiritualied etiche e realtà economica: la proposta cristiana a confronto con il pensiero laico”. “C’èbisogno dei cattolici” e di “un ritorno alla politica”, afferma la nota. Quella politica “deicattolici che hanno saputo costruire ‘l’impianto’ della democrazia italiana”. Di qui “l’utilitàdella dottrina sociale della Chiesa, non solo per i cattolici, ma per lo sviluppo dellademocrazia”.Ma “La dottrina sociale non può restare nei documenti – si legge ancora nella nota -. Inconcreto deve camminare sulle gambe dei cattolici. Che devono saper dare delle risposte”,”senza l’ansia di schierarsi, ma proprio per il bene del paese”. Occorre quindi evitare “inmodo sereno e naturale il rischio – evocato da Rumi nell’introdurre i lavori dell’ambito socialee politico – ‘di una riduzione neocoloniale, comunque camuffata’, dei cattolici ad utileserbatoio di chicchessia” Invece il senso dello Stato dei cattolici “oggi può essere unarisorsa. La cultura personalista, la cultura delle autonomie, la cultura della moderazione equella dell’efficacia e del rendimento delle pubbliche istituzioni ne sono alcuni tratti”.