Cultura e formazione: le priorità della comunicazione ecclesiale

“Non si può sviluppare una presenza di comunicazione né comunicare una presenza senzauna linea culturale di ampio respiro”, continua il documento, mettendo l’accento sulleresponsabilità della cultura nel mondo dei media. Ciò comporta, per la Chiesa, “la necessitàdi pensare la comunicazione come una questione che tocca tutti i problemi della societàcontemporanea. Intervenire sulle connessioni della società, per orientarle alla verità, allalibertà, alla giustizia, alla solidarietà, alla pace, è un impegno al quale la comunicazione nonpuò sottrarsi”. Poiché la comunicazione, viene sottolineato nel testo, “può anche essere unostrumento di manipolazione”, è urgente una “scelta radicale”, coerente con la dottrina socialedella Chiesa, che inviti i credenti impegnati in questo campo a “sviluppare quel circuitopositivo tra i valori della libertà e della verità che deve alimentare la vita delle societàdemocratiche, oggi”. Il secondo livello di impegno è sul versante della formazione, in vistadi una “nuova pastorale della comunicazione sociale”: una formazione di tutti i componentidella comunità ecclesiale, che si deve tradurre in un “convinto investimento educativo edassociativo” teso ad “affermare nel registro proprio della comunicazione il valore dellapersona umana e quello della libertà cristiana”.