Tutte le realtà cattoliche operanti nel sistema delle comunicazione dovrebbero dar corpo adun “progetto di una rete multimediale che valorizzi l’esistente in senso sinergico, rispettandole differenze, le competenze settoriali e territoriali, la professionalità, dove ciascun soggettointerpreti un suo ruolo, ma con l’esatta percezione della sua collocazione in rete”. E’ laproposta operativa del documento, in cui si sottolinea che questo orientamento non ha loscopo di creare “una struttura da calare dall’alto, ma un progetto da far crescere conconvinzione, allargandolo progressivamente, in un atteggiamento di incontro e dicomunione”. Il pluralismo della presenza cattolica nel mondo dell’informazione, insomma, va”valorizzato e fatto crescere attraverso un articolato processo di sinergie”, intese come”cooperazione attiva e reciproca, di integrazione sollecita e operativa tra i media diispirazione cristiana”, superando il tempo “dell’artigianalità primitiva, del campanilismocompiaciuto, dell’individualismo esasperato”. Una cooperazione efficace tra i media cattolici,conclude il documento, è implicita nella “missione” propria dei mezzi di comunicazione diispirazione cristiana, che consiste essenzialmente nel “saper trarre quante più notizie dalvissuto del popolo di Dio, farle arrivare anche lontano e agli interlocutori più impensati, conautentica professionalità e al minor costo”.