Il prof. Franco Garelli, rispondendo alle domande dei giornalisti nella conferenza stampa dioggi, lo ha escluso, puntualizzando che “scopo del Convegno non è quello di ridisegnare laforma di presenza dei cattolici in politica, ma soprattutto compiere un bilancio del contributodella Chiesa alla crescita del Paese, da un lato cercando di comprendere ritardi ed errori,dall’altro scrutando le risorse e le potenzialità per giocarle in pienezza”. Ormai, ha rilevatoGarelli, “si è rotto un ombrello, la Dc, ma da anni il mondo cattolico è frantumato”. E ancora:”Si avverte uno iato tra la vivace e capillare presenza dei cattolici nel sociale (volontariatoecc.) e la scarsa incisività sul versante politico”. “In tanti mi hanno appoggiato nella propostadi un anno sabbatico”, ha detto Garelli, ma “troppi laici anche autorevoli da tempo sono inuna sorta di periodo sabbatico”. L’auspicio del sociologo è perciò che “le associazioniripensino la propria identità e presenza, nella società e nella Chiesa”.Quali frutti attendersi dal Convegno? Mons. Piero Coda auspica che vengano “presi sul serioi luoghi di partecipazione e responsabilità ecclesiale già stabiliti dal Concilio, ma non in tuttele diocesi attivati o resi pienamente operativi”, e che preti e vescovi si aprano maggiormenteai laici in una logica di comunione.